«La strada per Menfi e Tebe passa da Torino». La frase, attribuita a Jean-François Champollion, l’uomo che decifrò i geroglifici, ha quasi due secoli ma non ha perso un grammo di verità. Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo al mondo interamente dedicato alla civiltà del Nilo e, per importanza delle collezioni, viene considerato secondo soltanto a quello del Cairo.
Come nasce, nel 1824
Tutto comincia con un piemontese. Bernardino Drovetti, console generale di Francia in Egitto all’epoca di Napoleone, aveva raccolto durante i suoi anni al Cairo migliaia di reperti: statue, sarcofagi, mummie, papiri, amuleti. Nel 1824 il re Carlo Felice di Savoia acquistò l’intera collezione per 400.000 lire e la unì alle antichità già possedute dalla casa reale. Nasceva così il primo museo egizio del mondo.
Come sede venne scelto il seicentesco Palazzo dell’Accademia delle Scienze, nato come Collegio dei Nobili dei gesuiti su progetto di Guarino Guarini, nel cuore della città. Il museo è ancora lì. E proprio a Torino, mentre si aprivano le casse appena arrivate, Champollion studiò i papiri che lo aiutarono a verificare le sue scoperte sulla scrittura egizia.
Schiaparelli e la tomba intatta di Kha
La seconda grande stagione del museo porta il nome di Ernesto Schiaparelli, che ne assunse la guida nel 1894. Invece di limitarsi ad acquistare, Schiaparelli andò a scavare di persona, con almeno quindici campagne in Egitto. Nel 1904, nella Valle delle Regine, scoprì la tomba della regina Nefertari, sposa di Ramesse II, una delle più belle mai ritrovate.
Due anni dopo, nel 1906, a Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani che costruivano le tombe dei faraoni, trovò qualcosa di ancora più raro: la tomba intatta di Kha, capo dei lavori della necropoli reale, e di sua moglie Merit. Dentro c’era tutto quello che serviva per l’aldilà: letti, sedie, vestiti di lino, strumenti di lavoro, perfino pane e altri cibi. Oggi quel corredo, esposto a Torino, è una delle testimonianze più vive della vita quotidiana nell’antico Egitto.
Un tempio egizio in centro a Torino
Pochi sanno che a Torino c’è un vero tempio egizio. È il piccolo tempio rupestre di Ellesiya, scavato nella roccia in Nubia al tempo del faraone Thutmose III. Negli anni Sessanta, con la costruzione della grande diga di Assuan, il lago Nasser stava per sommergerlo. L’Italia partecipò alla campagna internazionale per salvare i monumenti della Nubia e nel 1966 l’Egitto, per ringraziare, le donò il tempio. Fu smontato, trasportato e ricostruito pezzo per pezzo nel museo, dove oggi ha un proprio spazio al piano terra.
Cosa non perdere
Le collezioni contano circa quarantamila reperti, tra cui settecento papiri completi e ventiquattro mummie umane. Qualche tappa obbligata:
- La Galleria dei Re, l’antico Statuario: le grandi statue di faraoni e divinità, tra cui il celebre Ramesse II seduto in granito nero e le statue della dea leonessa Sekhmet. Nel 2024, per il bicentenario, è stata completamente riallestita dallo studio olandese OMA, con le statue disposte l’una di fronte all’altra come nei colonnati di un tempio.
- Il Canone Reale, detto anche Papiro dei Re: un elenco di sovrani egizi che è una delle fonti più importanti per ricostruire la cronologia dei faraoni.
- Il Papiro delle miniere, spesso indicato come la più antica carta geologica conosciuta, con le cave e le miniere d’oro del deserto orientale.
- La tomba di Kha e Merit, con il suo corredo quasi intatto dopo più di tremila anni.
Un museo di duecento anni che non smette di cambiare
Dal 2004 il museo è gestito da una fondazione, la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. Nel 2015 ha riaperto dopo un rinnovamento completo che ha più che raddoppiato gli spazi espositivi, e nel 2023 ha superato per la prima volta il milione di visitatori. Il bicentenario, nel 2024, è stato l’occasione per un nuovo progetto firmato OMA, che oltre alla Galleria dei Re ripensa anche il cortile del palazzo come una piazza coperta aperta alla città. Per orari, biglietti e mostre in corso il riferimento è il sito ufficiale del museo.
Se l’antico Egitto ti affascina, leggi anche Mummie – Viaggio verso l’immortalità. Su Torino trovi Torino roccaforte romana, Le meraviglie di Roma a Torino e, per il lato più misterioso della città, Magia nera: piazza Statuto.
Fonti
- Museo Egizio di Torino, sito ufficiale
- Voce «Museo egizio (Torino)», Wikipedia
- «Per i suoi 200 anni il Museo Egizio di Torino si rinnova», Artribune, novembre 2024
