La leggenda della cappella del principe di Sansevero

La cappella fu fatta costruire nel 1590 da Giovanni Francesco di Sangro per ospitare un'immagine della "Pietà", ritenuta miracolosa, ma nel 1608 divenne la cappella per le sepolture della nobile famiglia. La fama di questo monumento è però dovuta ad un celebre personaggio, il principe Raimondo di Sangro. Tutt'ora è uno dei monumenti più popolari della città di Napoli.

Le leggende sul principe di Sansevero sono innumerevoli. C'è chi lo vuole incarnazione del Faust, chi sostiene che avesse fatto un patto col diavolo. Nella cripta della cappella troviamo due macchine anatomiche di un uomo e di una donna, si narra che fossero due servi del principe che fece uccidere ed imbalsamare in modo tale che si potessero vedere visceri, arterie e vene. Si racconta, inoltre, che accecò l'artista Giuseppe Sanmartino, autore della statua del Cristo morto, che si trova al centro della cappella, affinché non realizzasse a nessun altro una così straordinaria scultura. Si racconta che quando il principe sentì vicina la morte, ordinò che lo si tagliasse a pezzi e impose di posizionarlo in una cassa secondo determinate regole, sarebbe così rinato a tempo debito. Questo non avvenne soltanto perché la famiglia alzò il coperchio della bara prima del tempo fissato; il principe balzò sì dalla tomba, urlò come un dannato, ma purtroppo lì ricadde, perché non era ancora perfetta la saldatura.

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