I giochi di un tempo

Oltre a giochi comuni come il pampano, il girotondo, le biglie, moscacieca e nascondino, i bambini di Genova di un tempo si divertivano anche con altri giochi. La Lippa, per questo gioco occorreva un particolare segmento di legno affusolato agli estremi che veniva posto in bilico su di un sasso. Si doveva colpirlo lievemente con un bastone apposito, nodoso e leggermente ricurvo, in maniera da sollevarlo in aria per poi colpirlo al volo con forza, in modo da mandarlo il più lontano possibile. Meno violento era il gioco delle grette o, prima della comparsa di queste, dei coperchi delle scatole di lucido da scarpe. Tracciata col gesso una pista tortuosa, si compivano con le grette, giri d'Italia, tours di Francia e altro ancora a forza di micellate. Ognuno aveva per il proprio "bolide" trucchi speciali: ad esempio, lo si appesantiva con piccole quantità di cera, stucco o altro; si incollava infine all'interno l'immagine del corridore preferito.

La Ziardoa, un gioco umile, passatempo dei bambini era la trottola, a ziardoa. Di legno, a forma conica, con in punta un perno d'acciaio, vi si avvolgeva attorno a terraninna, cioè una funicella, e poi veniva lanciata a frusta: la trottola iniziava così a girare vorticosamente per diversi minuti. Careghetta, si recita una filastrocca mentre un bambino, sistemato su di un seggiolino formato dagli avambracci degli adulti, viene fatto dondolare; con l'ultimo verso si fa saltare il bambino in aria.

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