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La Biblioteca Chelliana

Il primo documento ufficiale che attesta la volontàdi istituire una biblioteca a Grosseto èl’istanza del 1858 presentata dal Canonico Giovanni Chelli al Capitolo della Cattedrale,in cui si richiede il permesso per attivare tale istituzione e un luogo adeguato per accoglierla.
Il Canonico Chelli èuna figura molto particolare nel panorama dell’Ottocento:il suo attivo impegno sociale e patriottico e le sue idee cattolico -progressiste lo misero spesso in aperto contrasto con i suoi superiori e con le direttive della Santa Sede.
Gli fu accordato quasi immediatamente il permesso per la realizzazione della biblioteca,della quale gli fu affidata la direzione,e gli furono concessi tre locali del Palazzo Vescovile.
All’epoca il fondo libraio era costituito da circa 5000 volumi,frutto di donazioni e lasciti,numero che andòaumentando negli anni grazie all’opera di incessante ricerca di fondi da parte dello stesso Chelli.
L’istituzione era ancora ospite del Palazzo Vescovile e si temeva la chiusura della struttura nel caso la Santa Sede avesse nominato un nuovo Vescovo,cosa che puntualmente accadde.
Chelli morìnel 1869:nel 1870 la Giunta Municipale deliberòche la biblioteca fosse trasferita provvisoriamente in via Mazzini e riaperta. La struttura era passata sotto il controllo municipale.
Durante la seconda guerra mondiale il patrimonio della biblioteca fu in gran parte distrutto;altri danni subìdurante la piena dell’Ombrone nel 1966,che non risparmiòla sua sede appena restaurata.
Fu necessario acquistare molti volumi moderni e antichi per compensare alle perdite:oggi la Chelliana conta oltre 90 mila opere.
 

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