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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Venezia</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Monastero Mechitarista e Museo Armeno delle Arti e Scienze</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:40:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Museo mechitarista contiene vari reperti archeologici (tra cui una preziosa mummia egizia ricoperta di perline) e numismatici sia armeni che orientali. Vi sono inoltre due biblioteche: la prima &#232; la pi&#249; importante del mondo per i libri armeni; la seconda, personale di Mechitar, &#232; dotata di circa 40.000 volumi. </p> <p> Il complesso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo mechitarista contiene vari reperti archeologici (tra cui una preziosa mummia egizia ricoperta di perline) e numismatici sia armeni che orientali. <br />
	Vi sono inoltre due <a href="http://www.lebiblioteche.com/">biblioteche</a>: la prima &egrave; la pi&ugrave; importante del mondo per i libri armeni; la seconda, personale di Mechitar, &egrave; dotata di circa 40.000 volumi. </p>
<p>	Il complesso del 1182 &egrave; composto da chiesa, campanile, convento, noviziato, professorio, museo, tipografia, sacrestia con refettorio e biblioteca, sala dei manoscritti. <br />
	La chiesa, d&#39;impianto gotico risale al 1340 e fu restaurata nel Settecento per impulso di Mechitar. <br />
	Gli altari sono tutti della prima met&agrave; del 1700 e la tomba di Mechitar si trova davanti all&#39;altare maggiore. <br />
	Vi sono presenti opere di Francesco Maggiotto e di Francesco Zugno, della scuola del Tiepolo e di Palma il Giovane e si possono anche ammirare lavori di Jacopo da Bassano. <br />
	Suggestive sono le funzioni religiose di tipo orientale, le preghiere medievali, l&#39;uso di chiudere il presbiterio con una tenda in preparazione dell&#39;Eucarestia. <br />
	Il campanile ha un basamento rivestito da masegni di pietra d&#39;Istria e il fusto presenta tre lesene per lato congiunte in sommit&agrave; da due archetti. &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>	Le funzioni religiose si svolgono solamente la domenica alle ore 11.00.</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>Il Ponte di Rialto</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 10:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &#232; tra i pi&#249; possenti e caratteristici monumenti di Venezia. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&#249; stretto, &#232; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato. Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &egrave; tra i pi&ugrave; possenti e caratteristici monumenti di <a href="http://www.veneziaxnoi.it/">Venezia</a>. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&ugrave; stretto, &egrave; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato.<br />
	Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse su chiatte, poi sostituito a inizio &#39;500 da una struttura in legno, con botteghe sopra e la parte di mezzo apribile a ponte levatoio. <br />
	Per le sue condizioni poco rassicuranti, ne venne proposto il rifacimento che fu completato in pietra e con una spesa di 250.000 ducati nel 1592. <br />
	Fino al 1800 rappresent&ograve; l&#39;unico collegamento tra le due rive della citt&agrave;. <br />
	C.f.r. &quot;Guida d&#39;Italia del Touring Club Italiano: Venezia e dintorni&quot;, Garzanti Editore, Milano 1989.</p>
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		<title>Chiesa di San Stae</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 18:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La chiesa di San Stae(Sant&#39;Eustachio) &#232; fondamentale per la comprensione della pittura veneziana del Settecento. Si presenta infatti con un&#39;imponente facciata barocca che d&#224; sulla principale via d&#39;acqua veneziana, opera di Domenico Rossi (1709). L&#39;interno, opera tardo secentesca dell&#39;architetto Giovanni Grassi, presenta una pianta ad unica navata con soffitto a volta e tre cappelle aperte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa di San Stae(Sant&#39;Eustachio) &egrave; fondamentale per la comprensione della pittura veneziana del Settecento. <br />
	Si presenta infatti con un&#39;imponente facciata barocca che d&agrave; sulla principale via d&#39;acqua veneziana, opera di Domenico Rossi (1709). L&#39;interno, opera tardo secentesca dell&#39;architetto Giovanni Grassi, presenta una pianta ad unica navata con soffitto a volta e tre cappelle aperte su ciascun lato; al centro della navata &egrave; posta una vasta pietra tombale che segna il sepolcro della famiglia Mocenigo. <br />
	Sono presenti opere significative di Niccol&ograve; Bambini, Giuseppe Camerata e Antonio Balestra. Le tre cappelle a sinistra ospitano invece nell&#39;ordine opere del Torretto, del Migliori e dell&#39;Amigoni. Il presbiterio ha il soffitto decorato da una vasta tela di Bartolomeo Letterini, mentre alle pareti, si trovano 12 tele di dimensioni minori dedicate agli Apostoli, tra le quali alcuni capolavori come il &quot;Martirio di San Bartolomeo&quot;, opera giovanile di Giambattista Tiepolo (1721), il &quot;Martirio di San Giacomo Maggiore&quot; di Giambattista Piazzetta e la &quot;Liberazione di San Pietro&quot; di Sebastiano Ricci.<br />
	Pur non essendo semplicissimo, dopo aver visitato la basilica, vi consigliamo di mangiare in buon <a href="http://www.ristoranti-venezia.com/">ristorante di Venezia</a>.<br />
	&nbsp;</p>
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		<title>La Basilica di San Marco</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una leggenda riconosce l&#8217;architetto della Basilica di San Marco nell&#8217;iracondo vecchietto appoggiato a due grucce, effigiato in una delle cornici dell&#8217;arcone centrale della facciata nell&#8217;atto di mordersi di rabbia le dita. La basilica d&#8217;oro, come viene chiamata &#8211; non &#232; retorica, per l&#8217;abbondanza del metallo sacro ai mercanti, e perci&#242; ai Veneziani, in ogni parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una leggenda riconosce l&#8217;architetto della Basilica di San Marco nell&#8217;iracondo vecchietto appoggiato a due grucce, effigiato in una delle cornici dell&#8217;arcone centrale della facciata nell&#8217;atto di mordersi di rabbia le dita.<br />
La basilica d&#8217;oro, come viene chiamata &#8211; non &egrave; retorica, per l&#8217;abbondanza del metallo sacro ai mercanti, e perci&ograve; ai<a href="http://www.zerodelta.net/venezia.php"> Veneziani</a>, in ogni parte della decorazione della basilica &#8211; nacque dal volere del duca Giustiniano, del suo successore Giovanni e del popolo veneziano, non appena sbarcate le reliquie dell&#8217;Evangelista.<br />
&quot;Nell&#8217;anno 972, una ribellione popolare distruggeva col fuoco, assieme al duca Pietro Candiano IV e ai suoi figli, la basilica. <br />
La basilica che ammiriamo attualmente risale in gran parte all&#8217;iniziativa del doge Domenico Contarini (1043-1070).<br />
A farla quale la vediamo, hanno concorso, per&ograve;, generazioni innumerevoli di procuratori di San Marco (i magistrati ai quali spettava il governo della basilica) e di &quot;proti&quot;, cio&egrave; architetti e direttori dei lavori. <br />
I mosaici di San Marco, ai quali avevano posto mano i migliori artefici veneto-bizantini, vedranno all&#8217;opera, nel tempo, i maestri pi&ugrave; celebrati, da Paolo Uccello ad Andrea del Castagno, a Tiziano. <br />
In un momento di particolare splendore, il doge Ordelafo Falier porr&agrave; in opera la preziosa pala d&#8217;oro, dove santi e sante del firmamento veneto-greco spiccheranno tra le pietre preziose nella policromia degli smalti preparati a Costantinopoli. <br />
Il tesoro, arricchito dalle spoglie del saccheggio di Bisanzio a opera dei Crociati di Enrico Dandolo, diventer&agrave; addirittura leggendario. <br />
Non per nulla la Repubblica dar&agrave; al greco Stamati Crassioti, che era riuscito a far man bassa sul tesoro, il privilegio di essere impiccato con un laccio d&#8217;oro. <br />
E sulla facciata della chiesa si schierer&agrave; la quadriga bronzea che decorava un tempo l&#8217;ippodromo di Bisanzio: quella che i Genovesi avevano giurato di imbrigliare, se non fossero stati disfatti davanti a Chioggia &quot;.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Città alta, città bassa</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 10:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Bergamo &#232; famosa per la sua divisione netta in citt&#224; alta e citt&#224; bassa. Probabilmente di fondazione celtica, Bergamo acquista importanza in epoca romana e longobarda. Nel XII secolo Bergamo diventa un comune autonomo, mentre &#232; del 1428 l&#8217;annessione a Venezia. Dopo la costruzione delle mura si assiste ad un progressivo spostamento delle attivit&#224; economiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerodelta.net/bergamo.php">Bergamo</a> &egrave; famosa per la sua divisione netta in citt&agrave; alta e citt&agrave; bassa. Probabilmente di fondazione celtica, Bergamo acquista importanza in epoca romana e longobarda.<br />
Nel XII secolo Bergamo diventa un comune autonomo, mentre &egrave; del 1428 l&#8217;annessione a Venezia. <br />
Dopo la costruzione delle mura si assiste ad un progressivo spostamento delle attivit&agrave; economiche dalla citt&agrave; alta a quella bassa, cos&igrave; che la citt&agrave; alta divenne il &quot;salotto buono&quot; ed al suo interno furono costruiti gli edifici di rappresentanza e le dimore dell&#8217;aristocrazia. <br />
La storia, con il passaggio dalla dominazione austriaca, fino all&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia e le due guerre mondiali non hanno mutato il corso di questa naturale divisione.<br />
&nbsp;</p>
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