<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; storia</title>
	<atom:link href="http://www.ciponci.org/tag/storia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ciponci.org</link>
	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Jan 2012 10:40:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Il Ponte di Rialto</title>
		<link>http://www.ciponci.org/veneto/il-ponte-di-rialto/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/veneto/il-ponte-di-rialto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 10:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=434</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &#232; tra i pi&#249; possenti e caratteristici monumenti di Venezia. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&#249; stretto, &#232; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato. Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &egrave; tra i pi&ugrave; possenti e caratteristici monumenti di <a href="http://www.veneziaxnoi.it/">Venezia</a>. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&ugrave; stretto, &egrave; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato.<br />
	Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse su chiatte, poi sostituito a inizio &#39;500 da una struttura in legno, con botteghe sopra e la parte di mezzo apribile a ponte levatoio. <br />
	Per le sue condizioni poco rassicuranti, ne venne proposto il rifacimento che fu completato in pietra e con una spesa di 250.000 ducati nel 1592. <br />
	Fino al 1800 rappresent&ograve; l&#39;unico collegamento tra le due rive della citt&agrave;. <br />
	C.f.r. &quot;Guida d&#39;Italia del Touring Club Italiano: Venezia e dintorni&quot;, Garzanti Editore, Milano 1989.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/veneto/il-ponte-di-rialto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esecuzione di Beatrice Cenci</title>
		<link>http://www.ciponci.org/lazio/lesecuzione-di-beatrice-cenci/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/lazio/lesecuzione-di-beatrice-cenci/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 10:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=432</guid>
		<description><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&#249; famosi di Roma risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&ugrave; famosi di <a href="http://www.outlet-roma.info/">Roma </a>risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori casa non era diverso: uccideva, stuprava e fu perfino accusato di sodomia nei riguardi dei figli di un rigattiere di Lungotevere. Decise poi di trasferire moglie e figlia, Beatrice, in uno sperduto paese d&#39;Abruzzo, Petrella Salto, dove continuava a tiranneggiare e, per di pi&ugrave;, a rincorrere incestuosi disegni nei confronti della bella figlia. Dopo l&#39;ennesimo tentativo di insidiare il figlio di primo letto della seconda moglie Lucrezia, Beatrice escogit&ograve; il parricidio, con l&#39;aiuto del fratello maggiore Giacomo, della matrigna e del soprintendente di casa Olimpio. Tutti vennero arrestati, compreso il fratello minore Bernardo innocente, e processati. Nessuno sconto di pena da parte del papa. La sentenza: Giacomo torturato, ucciso e fatto a pezzi; Beatrice e Lucrezia decapitate; Bernardo condannato al carcere a vita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/lazio/lesecuzione-di-beatrice-cenci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia di Pordenone</title>
		<link>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/storia-di-pordenone/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/storia-di-pordenone/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 00:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Pordenone]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=426</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nel Friuli Occidentale sono state rinvenute in pi&#249; localit&#224; tracce di insediamenti del Paleolitico, del Neolitico, dell&#39;Et&#224; del Ferro e del periodo romano, specialmente a Torre di Pordenone dove sono stati portati alla luce i resti delle antiche terme. Dal 1077 al 1420 la zona rimase quasi tutta sotto la giurisdizione temporale dei patriarchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Friuli Occidentale sono state rinvenute in pi&ugrave; localit&agrave; tracce di insediamenti del Paleolitico, del Neolitico, dell&#39;Et&agrave; del Ferro e del periodo romano, specialmente a Torre di Pordenone dove sono stati portati alla luce i resti delle antiche terme. Dal 1077 al 1420 la zona rimase quasi tutta sotto la giurisdizione temporale dei patriarchi di Aquileia, come il resto del Friuli. Fece eccezione, con le altre piccole aree, Pordenone appartenuta fin dalla prima met&agrave; del XIII secolo, a vari signori tedeschi e dal 1278 agli Asburgo, i quali concessero, per accattivarsi quei loro lontani sudditi, numerosi privilegi e immunit&agrave;, codificati in appositi statuti (il primo &egrave; del 1291, poi ampliato nel 1438). Pordenone, gi&agrave; abitata prima del Mille come attesta la necropoli recentemente rinvenuta sotto il palazzo Ricchieri, a partire dal XII secolo, svilupp&ograve; notevolmente l&#39;attivit&agrave; commerciale del porto sul fiume Noncello (da cui il nome della citt&agrave; Portus Naonis) e dal quale, attraversa i fiumi Meduna e Livenza, si raggiunge il mare Adriatico e Venezia. Nel 1420 furono escluse dalla conquista veneziana soltanto l&#39;asburgica Pordenone e Castelnovo (appartenente al conte di Gorizia), che passarono alla Serenissima dal 1508. La citt&agrave; del Noncello venne poi data in feudo al condottiero Bartolomeo d&#39;Alviano, ma, estintasi tale famiglia, dal 1539 fu amministrata da Venezia. Nel 1797, con il restante territorio gi&agrave; della Repubblica di Venezia, la Destra Tagliamento venne ceduta da Napoleone all&#39;Austria e vi rest&ograve; (eccetto il periodo sotto il Regno Italico, 1806-1813) fino al 1866 quando fu annessa al Regno d&#39;Italia. Nel 1968 Pordenone &egrave; diventata capoluogo di una provincia di 51 comuni con circa 270 mila abitanti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/storia-di-pordenone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La flotta pisana</title>
		<link>http://www.ciponci.org/toscana/la-flotta-pisana/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/toscana/la-flotta-pisana/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 00:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=421</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tra il X e l&#39;XI secolo le attivit&#224; marittime acquistano un&#39;importanza sempre maggiore e vengono a caratterizzare sempre pi&#249; la posizione della citt&#224; nei confronti degli altri centri dell&#39;entroterra. Il nucleo degli abitanti della citt&#224;-porto acquista una fisionomia propria che lo differenzia dai circonvicini, pi&#249; rigidamente sottoposti ai grandi feudatari, come il marchese di Toscana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il X e l&#39;XI secolo le attivit&agrave; marittime acquistano un&#39;importanza sempre maggiore e vengono a caratterizzare sempre pi&ugrave; la posizione della citt&agrave; nei confronti degli altri centri dell&#39;entroterra. Il nucleo degli abitanti della citt&agrave;-porto acquista una fisionomia propria che lo differenzia dai circonvicini, pi&ugrave; rigidamente sottoposti ai grandi feudatari, come il marchese di Toscana. </p>
<p>A capo della citt&agrave; si viene cos&igrave; ponendo un&#39;associazione privata sempre pi&ugrave; potente, che costituir&agrave; il nucleo originario del nascente comune. Nell&#39;XI secolo si ha tutto un succedersi di imprese audacissime dei pisani, compiute dapprima al fianco dei genovesi (come nella spedizione di Sardegna del 1016), dei normanni e di Bonifacio marchese di Toscana; pi&ugrave; tardi ad opera delle sole forze di Pisa. Sono imprese che non soltanto attestano la vitalit&agrave; e la potenza delle flotte pisane, ma denotano anche l&#39;importanza dell&#39;azione antisaracena svolta da <a href="http://www.pisaxnoi.it/">Pisa </a>insieme con le altre citt&agrave; marinare. Le due maggiori imprese anteriori alla prima crociata sono la conquista della Sardegna (1015-1016) e la spedizione contro Tunisi (1087). L&#39;una e l&#39;altra consentirono l&#39;avvio di nuovi e pi&ugrave; redditizi scambi commerciali, pur rinfocolando l&#39;antagonismo coi genovesi che nel commercio aveva appunto la sua prima causa. Nel 1091-1092 il papa Urbano II, in segno di riconoscimento dei meriti conseguiti dai pisani nella lotta contro gli infedeli, concedeva alla Chiesa di Pisa la dignit&agrave; arcivescovile e la supremazia sui vescovi di Sardegna e Corsica. In questi stessi anni venivano poste le fondamenta della cattedrale e di alcuni dei pi&ugrave; importanti edifici sacri. L&#39;arcivescovo Daiberto interveniva al concilio di Clermont (1094), che proclamava la prima crociata, alla quale i pisani avrebbero partecipato per mare con la flotta e via terra mediante contingenti di milizie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/toscana/la-flotta-pisana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gorizia ottocentesca, la &#8220;Nizza austriaca&#8221;: città di giardini, ville e vacanze</title>
		<link>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/gorizia-ottocentesca-la-nizza-austriaca-citta-di-giardini-ville-e-vacanze/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/gorizia-ottocentesca-la-nizza-austriaca-citta-di-giardini-ville-e-vacanze/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 11:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[giardini]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[parchi]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=450</guid>
		<description><![CDATA[<p>La tendenza all&#39;espansione verso nord, sulla via dei traffici con l&#39;Austria e Vienna, si invert&#236; decisamente nel corso dell&#39;Ottocento, quando la citt&#224; cominci&#242; ad allargarsi in direzione sud &#8211; ovest, verso la pianura friulana. Motivo principale fu la costruzione della ferrovia (1860) che, piuttosto lontana dal centro determin&#242; il tracciato di una lunga arteria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tendenza all&#39;espansione verso nord, sulla via dei traffici con l&#39;Austria e Vienna, si invert&igrave; decisamente nel corso dell&#39;Ottocento, quando la citt&agrave; cominci&ograve; ad allargarsi in direzione sud &#8211; ovest, verso la pianura friulana. <br />
	Motivo principale fu la costruzione della ferrovia (1860) che, piuttosto lontana dal centro determin&ograve; il tracciato di una lunga arteria di collegamento (l&#39;attuale Corso Italia) ai lati della quale sorsero rapidamente nuove costruzioni, palazzine e ville di tono elegante, circondate da ombrosi giardini. <br />
	Si scopr&igrave; cos&igrave; anche la vocazione residenziale di Gorizia che nel corso dell&#39;Ottocento, anche in conseguenza delle frequenti visite agli eredi di Carlo X, morto a Gorizia nel 1836 e sepolto nel convento dei Francescani sulla collina della Castagnevizza, divenne meta prediletta di vacanze per molte famiglie aristocratiche vicine alla corte, tanto da meritarsi il titolo di &quot;Nizza austriaca&quot;. <br />
	La citt&agrave; si conquist&ograve; una certa fama anche grazie alla bellezza dei suoi dintorni che offrivano molte occasioni per gite amene nella quiete del paesaggio collinare. <br />
	Anche in citt&agrave; non mancavano oasi verdi e non erano solo i <a href="http://www.parchinaturali.org/">parchi</a> privati dei conti Coronini degli Attems o dei Ritter, ma dal 1863 anche un Giardino pubblico ricco di specie vegetali rare. <br />
	Lungo la strada che conduceva alla stazione ferroviaria si trasferirono via via tutte le attivit&agrave; principali: fulcro del nuovo centro divenne il Teatro di Societ&agrave; (ora Teatro Verdi), sorto nel 1740 ma rimaneggiato pi&ugrave; volte durante l&#39;Ottocento. <br />
	Anche il passeggio, i bei negozi e il caff&egrave;, si spostarono lungo il corso, attratti dagli ampi viali pedonali ombreggiati da platani e ornati da aiuole fiorite. Si aprirono lussuosi alberghi e ristoranti, dove si offrivano pietanze delle pi&ugrave; disparate origini (austriaca, ungherese, slovena) accompagnate dai prelibati vini del Collio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/friuli-venezia-giulia/gorizia-ottocentesca-la-nizza-austriaca-citta-di-giardini-ville-e-vacanze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Estensi a Reggio Emilia</title>
		<link>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/gli-estensi-a-reggio-emilia/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/gli-estensi-a-reggio-emilia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 23:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=361</guid>
		<description><![CDATA[<p>I signori di Reggio (i da Sesso, i da Palude, i da Baiso, i Manfredi) pur di non perdere il potere nel 1290 offrirono la &#39;signoria&#39; della citt&#224; ad Obizzo d&#39;Este, signore di Ferrara. L&#39;estense era in quel momento colui che dava maggiori garanzie per eliminare le organizzazioni popolari. Uno dei suoi atti principali fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I signori di <a href="http://www.reggio-emilia.biz/">Reggio </a>(i da Sesso, i da Palude, i da Baiso, i Manfredi) pur di non perdere il potere nel 1290 offrirono la &#39;signoria&#39; della citt&agrave; ad Obizzo d&#39;Este, signore di Ferrara. L&#39;estense era in quel momento colui che dava maggiori garanzie per eliminare le organizzazioni popolari. Uno dei suoi atti principali fu infatti l&#39;abolizione delle corporazioni. </p>
<p>Da quel momento inizi&ograve; il declino del comune di Reggio come espressione autonoma di una larga maggioranza della popolazione cittadina. Reggio pass&ograve; quindi nelle mani di papi, re, imperatori, signori locali e di citt&agrave; vicine, con qualche effimero ritorno al governo delle arti, ormai visto come un mito, come l&#39;espressione della libert&agrave; a cui non sapevano pi&ugrave; tornare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/gli-estensi-a-reggio-emilia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inaugurazione della nuova stazione ferroviaria di Siena</title>
		<link>http://www.ciponci.org/toscana/inaugurazione-della-nuova-stazione-ferroviaria-di-siena/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/toscana/inaugurazione-della-nuova-stazione-ferroviaria-di-siena/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 23:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=355</guid>
		<description><![CDATA[<p>Viene inaugurata la nuova stazione ferroviaria di Siena, un altro capitolo di fondamentale importanza per la storia delle vie di comunicazione del territorio. Si tratta di un lavoro complesso, che ha origini piuttosto lontane: fin dal 1912 la &#34;vecchia&#34; stazione viene ritenuta insufficiente. Il progetto &#232; di Angiolo Mazzoni ed &#232; stato presentato due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viene inaugurata la nuova stazione ferroviaria di <a href="http://www.sienaxnoi.it/">Siena</a>, un altro capitolo di fondamentale importanza per la storia delle vie di comunicazione del territorio. Si tratta di un lavoro complesso, che ha origini piuttosto lontane: fin dal 1912 la &quot;vecchia&quot; stazione viene ritenuta insufficiente. Il progetto &egrave; di Angiolo Mazzoni ed &egrave; stato presentato due anni prima alla comunit&agrave; senese. </p>
<p>Peccato che dopo il bombardamento del gennaio del 1944 la stazione ferroviaria sia stata ricostruita in modo completamente diverso, diventando una sorta di brutta copia dell&#39;idea originaria di Mazzoni con grande amarezza del suo costruttore. Per adoperare le parole di Carlo Nepi si pu&ograve; affermare che la stazione concepita da Mazzoni era una sorta di astronave che atterra misteriosa in mezzo alle colline.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/toscana/inaugurazione-della-nuova-stazione-ferroviaria-di-siena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le barricate del &#8217;22 a Parma</title>
		<link>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/le-barricate-del-22-a-parma/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/le-barricate-del-22-a-parma/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 23:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=345</guid>
		<description><![CDATA[<p>All&#39;arrivo delle camicie nere a Parma, i cittadini, non difesi dalla forza pubblica, decisero per l&#39;autodifesa: &#34;Scrive Salvemini sul &#34;Corriere della Sera&#34; del 5 agosto 1922: &#34;Uomini, donne, fanciulli, dei quartieri pi&#249; popolari hanno disselciato le strade, rimosso i lastroni di granito dal marciapiede, ostruito i passaggi, spezzato le lampade dell&#39;illuminazione pubblica&#34;. Si alzano le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#39;arrivo delle camicie nere a <a href="http://www.parmaxnoi.com/">Parma</a>, i cittadini, non difesi dalla forza pubblica, decisero per l&#39;autodifesa: &quot;Scrive Salvemini sul &quot;Corriere della Sera&quot; del 5 agosto 1922: &quot;Uomini, donne, fanciulli, dei quartieri pi&ugrave; popolari hanno disselciato le strade, rimosso i lastroni di granito dal marciapiede, ostruito i passaggi, spezzato le lampade dell&#39;illuminazione pubblica&quot;. <br />
	Si alzano le barricate in via Imbriani, piazzale Imbriani, borgo Pietro Cocconi, borgo delle Carra, borgo dei Salici, via Nino Bixio, via Benassi, via della Salute. Tutto l&#39;Oltretorrente &egrave; chiuso come in un&#39;isola. </p>
<p>Nella Parma di l&agrave; dal torrente viene fortificata e sbarrata dalle barricate tutta la zona di borgo del Naviglio. <br />
	Malgrado le difficolt&agrave; e i pericoli, il collegamento fra le due zone fu sempre assicurato e continuo, effettuato in massima parte dalle donne. <br />
	Al riparo dalle barricate entrano in funzione le cucine proletarie e i posti di medicazione. Le donne, sempre e ovunque presenti, curano la distribuzione dei viveri alle famiglie. </p>
<p>Dopo cinque giorni di sparatoria quasi initerrotta dall&#39;una e dall&#39;altra parte, la tutela dell&#39;ordine pubblico viene assunta dall&#39;esercito su ordine del Ministro dell&#39;Interno. Alla sera del 6 agosto le barricate si aprono per lasciare passare le autoblinde della torretta tricolore e poi i soldati. (&#8230;)La popolazione parmense aveva resistito 5 giorni agli oltre 20 mila fascisti con pochissime armi; nel quartiere Naviglio esattamente con 6 fucili e una ventina di rivoltelle. Eppure &egrave; stato detto e scritto che se tutte le citt&agrave; d&#39;Italia avessero nel 1922 opposto la resistenza che offr&igrave; Parma con le sue barricate, il fascismo non sarebbe passato&quot;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/le-barricate-del-22-a-parma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ravenna</title>
		<link>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/ravenna/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/ravenna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 23:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=339</guid>
		<description><![CDATA[<p>Le origini di Ravenna sono oscurate dalle leggende. Chi, come Dionigi d&#39;Alicarnasso, la sogna fondata gi&#224; da sette generazioni quando cominci&#242; la guerra di Troia; chi fabbricata dagli Armeni nove secoli dopo il diluvio. Strabone la dice costruita da errabondi popoli della Tessaglia; i quali poi, stanchi delle pressioni dei vicini Etruschi, si partirono ritornando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini di <a href="http://www.ravennaxnoi.it/">Ravenna </a>sono oscurate dalle leggende. Chi, come Dionigi d&#39;Alicarnasso, la sogna fondata gi&agrave; da sette generazioni quando cominci&ograve; la guerra di Troia; chi fabbricata dagli Armeni nove secoli dopo il diluvio. Strabone la dice costruita da errabondi popoli della Tessaglia; i quali poi, stanchi delle pressioni dei vicini Etruschi, si partirono ritornando alle loro terre, dopo averla ceduta agli Umbri. <br />
	Ravenna, originariamente un poco pi&ugrave; a ovest, sorgeva come Venezia sopra tante isolette il Po a settentrione, il fiume Savio a mezzod&igrave;, a levante il mare e le paludi all&#39;occidente segnavano i confini del suo territorio. [...] <br />
	Ad ogni modo fu in seguito alleata di Roma e ritenuta uno dei pi&ugrave; importanti municipi d&#39;Italia; onde, finita la guerra marsica, ottenne la cittadinanza romana e il diritto di suffragio nella trib&ugrave; Camilla. Parteggi&ograve; quindi caldamente per Mario, e quando costui fu da Silla superato, agli altri danni ch&#39;essa risent&igrave;, quello aggiunse d&#39;esser compresa nella Gallia Cisalpina e sottomessa al proconsole. <br />
	Caduta la repubblica, Augusto, visitatala pi&ugrave; volte, la riconobbe per un porto che fu capace di 250 navi. Cos&igrave; ebbe origine l&#39;oppido di Classe e la via Cesarea che lo riuniva a Ravenna. Di l&agrave; la flotta romana, scorrendo l&#39;Adriatico e il Jonio, doveva proteggere Macedonia, le province dell&#39;Epiro, l&#39;Acaia, Ponto e Propontide, l&#39;Oriente, Creta e Cipro. <br />
	Colmatesi col tempo, per le alluvioni dei fiumi, molte paludi, la citt&agrave;, da parte di ponente, si congiunse a terra ferma, perdendo un poco della sua sicurezza. Claudio, perci&ograve;, nel primo anno del suo impero, la cinse di mura, che Onorio, Valentiniano III, Odoacre e Teodorico ampliarono sino a formar la cinta che in gran parte oggi si conserva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/emilia-romagna/ravenna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piazza dei Signori</title>
		<link>http://www.ciponci.org/veneto/piazza-dei-signori/</link>
		<comments>http://www.ciponci.org/veneto/piazza-dei-signori/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 23:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ciponci.org/?p=335</guid>
		<description><![CDATA[<p>Piazza dei Signori &#232; il cuore della citt&#224; di Vicenza. Gi&#224; detta Piazza Grande, ebbe definitivamente il nome di Piazza dei Signori perch&#232; lungo il suo lato di mezzogiorno sorgeva la residenza del Podest&#224; o Palazzo della Signoria, mentre sul lato opposto il Palladio aveva innalzato la magnifica sede del Capitaniato.&#160;Un&#39;altra fonte ritiene, invece, derivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piazza dei Signori &egrave; il cuore della citt&agrave; di <a href="http://www.vicenzaxnoi.it/">Vicenza</a>. Gi&agrave; detta Piazza Grande, ebbe definitivamente il nome di Piazza dei Signori perch&egrave; lungo il suo lato di mezzogiorno sorgeva la residenza del Podest&agrave; o <br />
	Palazzo della Signoria, mentre sul lato opposto il Palladio aveva innalzato la magnifica sede del Capitaniato.&nbsp;Un&#39;altra fonte ritiene, invece, derivi il nome dall&#39;essere frequentata, ed i certi periodi dell&#39;anno addirittura riservata alla nobilt&agrave; cittadina, che vi teneva raduni o tornei, feste ed anche battaglie a cavallo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ciponci.org/veneto/piazza-dei-signori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

