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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Pisa</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>La flotta pisana</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 00:06:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tra il X e l&#39;XI secolo le attivit&#224; marittime acquistano un&#39;importanza sempre maggiore e vengono a caratterizzare sempre pi&#249; la posizione della citt&#224; nei confronti degli altri centri dell&#39;entroterra. Il nucleo degli abitanti della citt&#224;-porto acquista una fisionomia propria che lo differenzia dai circonvicini, pi&#249; rigidamente sottoposti ai grandi feudatari, come il marchese di Toscana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il X e l&#39;XI secolo le attivit&agrave; marittime acquistano un&#39;importanza sempre maggiore e vengono a caratterizzare sempre pi&ugrave; la posizione della citt&agrave; nei confronti degli altri centri dell&#39;entroterra. Il nucleo degli abitanti della citt&agrave;-porto acquista una fisionomia propria che lo differenzia dai circonvicini, pi&ugrave; rigidamente sottoposti ai grandi feudatari, come il marchese di Toscana. </p>
<p>A capo della citt&agrave; si viene cos&igrave; ponendo un&#39;associazione privata sempre pi&ugrave; potente, che costituir&agrave; il nucleo originario del nascente comune. Nell&#39;XI secolo si ha tutto un succedersi di imprese audacissime dei pisani, compiute dapprima al fianco dei genovesi (come nella spedizione di Sardegna del 1016), dei normanni e di Bonifacio marchese di Toscana; pi&ugrave; tardi ad opera delle sole forze di Pisa. Sono imprese che non soltanto attestano la vitalit&agrave; e la potenza delle flotte pisane, ma denotano anche l&#39;importanza dell&#39;azione antisaracena svolta da <a href="http://www.pisaxnoi.it/">Pisa </a>insieme con le altre citt&agrave; marinare. Le due maggiori imprese anteriori alla prima crociata sono la conquista della Sardegna (1015-1016) e la spedizione contro Tunisi (1087). L&#39;una e l&#39;altra consentirono l&#39;avvio di nuovi e pi&ugrave; redditizi scambi commerciali, pur rinfocolando l&#39;antagonismo coi genovesi che nel commercio aveva appunto la sua prima causa. Nel 1091-1092 il papa Urbano II, in segno di riconoscimento dei meriti conseguiti dai pisani nella lotta contro gli infedeli, concedeva alla Chiesa di Pisa la dignit&agrave; arcivescovile e la supremazia sui vescovi di Sardegna e Corsica. In questi stessi anni venivano poste le fondamenta della cattedrale e di alcuni dei pi&ugrave; importanti edifici sacri. L&#39;arcivescovo Daiberto interveniva al concilio di Clermont (1094), che proclamava la prima crociata, alla quale i pisani avrebbero partecipato per mare con la flotta e via terra mediante contingenti di milizie.</p>
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		<title>I quartieri di Pisa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 23:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I quartieri meridionali di Pisa, detti dai pisani `di l&#224; d&#39;Arno&#39;, sono meno interessanti di quelli a tramontana. C&#39;&#232; qualche bella chiesa, come quella trecentesca di San Martino, con affreschi di Antonio Veneziano ed altri, sculture trecentesche e quattrocentesche e fino a qualche tempo fa, un Crocifisso di Enrico di Tedice (ora in museo). In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I quartieri meridionali di <a href="http://www.pisaxnoi.it/">Pisa</a>, detti dai pisani `di l&agrave; d&#39;Arno&#39;, sono meno interessanti di quelli a tramontana. C&#39;&egrave; qualche bella chiesa, come quella trecentesca di San Martino, con affreschi di Antonio Veneziano ed altri, sculture trecentesche e quattrocentesche e fino a qualche tempo fa, un Crocifisso di Enrico di Tedice (ora in museo). In questa zona si trovano anche il Carmine, pure trecentesca ma alterata nel Seicento, San Domenico, con una tavola del Gozzoli, Santa Maria Maddalena, con la graziosa facciata settecentesca del Vacc&agrave;, Sant&#39;Antonio, nelle cui vicinanze sorgeva la casa Rosselli-Nathan (distrutta dalla guerra e poi ricostruita come sede di un istituto di studi mazziniani). </p>
<p>Qui il 10 marzo 1872 si spense Giuseppe Mazzini. Ma la maggiore attrattiva di tutta quella parte della citt&agrave; &egrave; costituita dal corso Italia (gi&agrave; strada Vittorio) dove la duplice fila quasi ininterrotta di polifore d&agrave; alla facciata del trecentesco Palazzo della Consorteria Gambacorti un aspetto che richiama molto da vicino quello di certe case veneziane. Assai pi&ugrave; ricchi di celebri monumenti sono i quartieri settentrionali, `di qua d&#39;Arno&#39;, gravitanti sull&#39;asse formato dal borgo Stretto, la pi&ugrave; caratteristica via della citt&agrave;, fiancheggiata da due file di loggiati su colonne con antichi capitelli (alcuni risalgono al XII secolo), dal borgo Largo e da via Carducci. Qui sorge il conservatorio di Sant&#39;Anna nel quale venne rinchiusa dal padre Emilia Viviani, amata invano dallo Shelley.</p>
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		<title>I palazzi sui Lungarni</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Molti dei pi&#249; bei palazzi pisani si affacciano sui quattro lungarni compresi tra il Ponte della Fortezza e il ponte Solferino. Oltre a quello Toscanelli, dalla facciata attribuita a Michelangelo, varr&#224; la pena di ricordare il trecentesco palazzo Gambacorti, oggi sede del Comune, con le snelle bifore che si aprono sul paramento di pietra a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti dei pi&ugrave; bei palazzi <a href="http://www.zerodelta.net/pisa.php">pisani</a> si affacciano sui quattro lungarni compresi tra il Ponte della Fortezza e il ponte Solferino. <br />
Oltre a quello Toscanelli, dalla facciata attribuita a Michelangelo, varr&agrave; la pena di ricordare il trecentesco palazzo Gambacorti, oggi sede del Comune, con le snelle bifore che si aprono sul paramento di pietra a strisce bicolori, o `vergato&#8217;. <br />
Sulla sua porta fu ucciso a tradimento nel 1392 Pietro Gambacorti. <br />
Ci sono poi il Palazzo Mediceo, il palazzo Agostini, o dell&#8217;Ussero, dalla facciata rivestita di una ricchissima ornamentazione gotica in cotto del XV secolo, il Palazzo &#8216;alla giornata&#8217; (gi&agrave; Lanfreducci, poi Upezzinghi), dal bellissimo prospetto tutto in marmo, di Cosimo Pugliani, il Palazzo Reale, disadorna mole cominciata nel 1559 da Baccio Bandinelli, gi&agrave; teatro di fastosi ricevimenti e incorporante, sul tergo, un&#8217;antica torre, detta della Verga d&#8217;Oro. <br />
Sulla sua sommit&agrave; Galileo fece osservare al granduca i pianeti col cannocchiale.<br />
&nbsp;</p>
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