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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Personaggi</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Dario Fo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 08:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dario Fo &#232; senza dubbio il pi&#249; grande uomo di teatro italiano. Nato nel 1926 a Sangiano, in provincia di Varese, studia arte e architettura a Milano all&#8217;Accademia di Brera e al Politecnico. Debutta nel 1952 come attore, iniziando contemporaneamente a scrivere e a recitare al Piccolo di Milano. Negli stessi anni affianca alla recitazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dario Fo &egrave; senza dubbio il pi&ugrave; grande uomo di teatro italiano. <br />
Nato nel 1926 a Sangiano, in provincia di<a href="http://www.zerodelta.net/varese.php"> Varese</a>, studia arte e architettura a Milano all&#8217;Accademia di Brera e al Politecnico. <br />
Debutta nel 1952 come attore, iniziando contemporaneamente a scrivere e a recitare al Piccolo di Milano.<br />
Negli stessi anni affianca alla recitazione i primi lavori di critica e sceneggiatura cinematografica, collaborando con Lizzani, Parenti e Durano. <br />
Nel 1957 inizia anche il sodalizio con Franca Rame per la quale scrive e con la quale crea una compagnia teatrale. <br />
Gli spettacoli ideati, scritti e interpretati dal grande attore sono molti, fra cui vale la pena ricordare &quot;Settimo ruba un po&#8217; meno&quot; (1964), &quot;L&#8217;operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per questo lui &egrave; il padrone&quot; (1969), &quot;Mistero Buffo&quot; (1969), &quot;Morte accidentale di un anarchico&quot; (1970), &quot;Dio li fa e poi li accoppa&quot; (1984), &quot;Il diavolo con le zinne&quot; (1997); in questo stesso anno, egli viene insignito del premio Nobel per la letteratura.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>La poetessa Giannina Milli</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 10:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La citt&#224; di Teramo ha dato i natali alla poetessa Giannina Milli, divenuta piuttosto celebre durante il Risorgimento italiano per le sue composizioni patriottiche. Il suo poetare troppo libero le procur&#242; non pochi problemi con le autorit&#224; e con la Chiesa, tanto che fu accusata di repubblicanismo, minacciata di prigionia e una sua raccolta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La citt&agrave; di <a href="http://www.zerodelta.net/teramo.php">Teramo</a> ha dato i natali alla poetessa Giannina Milli, divenuta piuttosto celebre durante il Risorgimento italiano per le sue composizioni patriottiche. <br />
Il suo poetare troppo libero le procur&ograve; non pochi problemi con le autorit&agrave; e con la Chiesa, tanto che fu accusata di repubblicanismo, minacciata di prigionia e una sua raccolta di versi pubblicata a Teramo divenne &quot;libro proibito&quot;: molti che lo avevano acquistato furono costretti a nasconderlo e le copie rimaste in possesso della famiglia dell&#8217;autrice furono date alle fiamme per timore di ritorsioni. <br />
Nel 1865 a Firenze venne fondata l&#8217;Istituzione Milli, destinata ad assistere fanciulle meritevoli e bisognose. <br />
Tra i sostenitori dell&#8217;iniziativa spiccavano nomi illustri del Risorgimento italiano quali Nicol&ograve; Tommaseo e Luigi Settembrini.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Droctulft</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A pagina 278 del libro La poesia (Bari, 1942), Croce, riassumendo un testo latino dello storico Paolo Diacono, narra la sorte e cita l&#8217;epitaffio di Droctfult; ne fui singolarmente commosso, e in seguito compresi perch&#233;. Droctulft fu un guerriero longobardo che, durante l&#8217;assedio di Ravenna, abbandon&#242; i suoi e mor&#236; difendendo la citt&#224; che prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pagina 278 del libro La poesia (Bari, 1942), Croce, riassumendo un testo latino dello storico Paolo Diacono, narra la sorte e cita l&#8217;epitaffio di Droctfult; ne fui singolarmente commosso, e in seguito compresi perch&eacute;. <br />
Droctulft fu un guerriero longobardo che, durante l&#8217;assedio di Ravenna, abbandon&ograve; i suoi e mor&igrave; difendendo la citt&agrave; che prima aveva attaccata.<br />
Gli abitanti di <a href="http://www.zerodelta.net/ravenna.php">Ravenna</a> gli dettero sepoltura in un tempio e composero un epitaffio nel quale espressero la loro gratitudine&nbsp; Tale &egrave; la storia del destino di Droctulft, barbaro che mor&igrave; difendendo Roma&nbsp; Non so neppure in quale periodo sia accaduto il fatto: se a met&agrave; del sesto secolo, quando i longobardi devastarono le pianure italiane, o nell&#8217;ottavo, prima della resa di Ravenna.<br />
Immaginiamo (giacch&eacute; questo non &egrave; un lavoro storico) che fosse il primo. <br />
Veniva dalle selve inestricabili del cinghiale e dell&#8217;uro; era bianco, coraggioso, innocente, crudele, leale al suo capo e alla sua trib&ugrave;, non all&#8217;universo.<br />
Le guerre lo portarono a Ravenna e l&agrave; vede qualcosa che non ha mai vista, o che non ha vista pienamente. <br />
Vede un insieme che &egrave; molteplice senza disordine; vede una citt&agrave;, un organismo fatto di statue, di templi, di giardini, di case, di gradini, di vasi, di capitelli, di spazi regolari e aperti. Nessuna di quelle opere, &egrave; vero, lo impressiona per la sua bellezza; lo toccano come oggi si toccherebbe un meccanismo complesso, il cui fine ignoriamo, ma nel cui disegno si scorgesse un&#8217;intelligenza immortale. <br />
Bruscamente, lo acceca e lo trasforma questa rivelazione: la Citt&agrave;. Sa che in essa egli sar&agrave; un cane, un bambino, e che non potr&agrave; mai capirla, ma sa anche ch&#8217;essa vale pi&ugrave; dei suoi dei e della fede giurata e di tutte le paludi della Germania. <br />
Droctulft abbandona i suoi e combatte per Ravenna. <br />
Muore, e sulla sua tomba incidono parole che non avrebbe mai comprese: Contempsit caros, dum nos amat ille, parentes, hanc patriam reputans esse, Ravenna, suam.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Leonardo de Alagòn</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 09:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Oristano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Leonardo de Alag&#242;n subentr&#242; allo zio Salvatore Cubello alla guida del marchesato di Oristano. Alla successione si oppose il vicer&#232; del regno di Sardegna Nicol&#242; Carr&#242;s d&#8217;Arborea, il quale tent&#242; di impossessarsi del patrimonio della dinastia Cubello, territoriale e patrimoniale. Leonardo de Alag&#242;n guid&#242; alla rivolta gli Oristanesi &#34;non contro il re, ma contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo de Alag&ograve;n subentr&ograve; allo zio Salvatore Cubello alla guida del marchesato di <a href="http://www.zerodelta.net/oristano.php">Oristano</a>. <br />
Alla successione si oppose il vicer&egrave; del regno di Sardegna Nicol&ograve; Carr&ograve;s d&#8217;Arborea, il quale tent&ograve; di impossessarsi del patrimonio della dinastia Cubello, territoriale e patrimoniale. <br />
Leonardo de Alag&ograve;n guid&ograve; alla rivolta gli Oristanesi &quot;non contro il re, ma contro il vicer&eacute;&quot;. <br />
Sconfisse il 14 aprile 1470 le truppe aragonaesi ad Uras, poi si rimise al giudicato del re, il quale impegnato nella guerra civile in Spagna, lo nomin&ograve; marchese di Oristano. <br />
Da allora Leonardo de Alag&ograve;n &egrave; considerato un difensore dei Sardi e dei loro diritti.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Melania Vaiani</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 11:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nata a Livorno nel 1964, dove vive e lavora, ha frequentato dal 1986 al 1987 il Corso di Pittura presso l&#8217;Accademia delle Belle Arti di Firenze. Si &#232; specializzata in incisione a colori alla Scuola Internazionale &#34;Il Bisonte&#34;, sempre a Firenze sotto la guida del prof. Swetlan Kraczyna. Dal 1990 il suo interesse e lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nata a <a href="http://www.zerodelta.net/livorno.php">Livorno</a> nel 1964, dove vive e lavora, ha frequentato dal 1986 al 1987 il Corso di Pittura presso l&#8217;Accademia delle Belle Arti di Firenze. <br />
Si &egrave; specializzata in incisione a colori alla Scuola Internazionale &quot;Il Bisonte&quot;, sempre a Firenze sotto la guida del prof. Swetlan Kraczyna.<br />
Dal 1990 il suo interesse e lavoro &egrave; concentrato nella pratica delle tecniche incisorie, con l&#8217;allestimento nel centro storico di Livorno un Laboratorio, in cui l&#8217;artista ha messo a punto una tecnica di incisione a pi&ugrave; lastre, che consente risultati pittorici mantenendo all&#8217;immagine il suo carattere grafico. <br />
Nel Laboratorio, attrezzato con torchio a stella, la Vaiani realizza tirature in bianco e nero o a colori e tiene corsi formativi, con stages teorici e pratici.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Decimo Giunio Giovenale ( 60 d.C. &#8211; 140 d.C.)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Scrisse sedici satire in esametri, che offrono una minuziosa e vivace descrizione della societ&#224; romana del suo tempo, di cui Giovenale deplorava, con aristocratico sdegno, la disgregazione e il degrado morale. L&#8217;aristocrazia era priva del potere politico, mentre i liberti erano sempre pi&#249; ricchi e potenti; le famiglie nobili che un tempo proteggevano gli artisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrisse sedici satire in esametri, che offrono una minuziosa e vivace descrizione della societ&agrave; romana del suo tempo, di cui Giovenale deplorava, con aristocratico sdegno, la disgregazione e il degrado morale. <br />
L&#8217;aristocrazia era priva del potere politico, mentre i liberti erano sempre pi&ugrave; ricchi e potenti; le famiglie nobili che un tempo proteggevano gli artisti, erano ormai immiserite o scomparse, mentre i nuovi ricchi, avari e incolti, causavano l&#8217;indigenza dei letterati e la decadenza della cultura. <br />
I suoi versi violenti e indignati, il suo stile realistico e vigoroso hanno prodotto una delle opere pi&ugrave; vitali della letteratura<a href="http://www.zerodelta.net/latina.php"> latina</a>, opera che divenne il modello di molti satirici del Rinascimento e che nel Seicento e Settecento suscit&ograve; grande ammirazione.<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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