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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Napoli</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>La Chiesa di San Lorenzo Maggiore</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 18:41:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, oltre ad essere famosa come il luogo in cui Boccaccio incontr&#242; Fiammetta e perch&#233; nell&#39;annesso convento soggiorn&#242; Petrarca, costituisce anche uno straordinario esempio di stratificazione architettonica. Si va dalle strutture romane alla ristrutturazione barocca (se ne hanno segni evidenti nella facciata), attraverso tutta una serie di rimaneggiamenti nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, oltre ad essere famosa come il luogo in cui Boccaccio incontr&ograve; Fiammetta e perch&eacute; nell&#39;annesso convento soggiorn&ograve; Petrarca, costituisce anche uno straordinario esempio di stratificazione architettonica. Si va dalle strutture romane alla ristrutturazione barocca (se ne hanno segni evidenti nella facciata), attraverso tutta una serie di rimaneggiamenti nel corso dei secoli dovuti soprattutto ai principi d&#39;Angi&ograve;. <br />
	Nell&#39;interno, tra i pi&ugrave; belli della citt&agrave; medioevale, risaltano per importanza la cappella Cacace del 1653 e&nbsp; l&#39;abside poligonale.<br />
	Nel chiostro e al di sotto della chiesa di S. Lorenzo Maggiore sono visitabili i resti dell&#39;agor&agrave;, poi Foro della Neapolis greco-romana. <br />
	L&#39;ingresso agli scavi &egrave; possibile dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 9 alle 13 e poi dalle 15 alle 17.30; sabato dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 10 alle 13.30.</p>
<p>Una visita alla Chiesa &egrave; perfetta nel tardo pomeriggio, consigliamo di concludere degnamente la giornata con uno dei tanti <a href="http://www.eventi-napoli.com/">eventi che si svolgono a Napoli</a>.</p>
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		<title>La leggenda della cappella del principe di Sansevero</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 23:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[folklore]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La cappella fu fatta costruire nel 1590 da Giovanni Francesco di Sangro per ospitare un&#39;immagine della &#34;Piet&#224;&#34;, ritenuta miracolosa, ma nel 1608 divenne la cappella per le sepolture della nobile famiglia. La fama di questo monumento &#232; per&#242; dovuta ad un celebre personaggio, il principe Raimondo di Sangro. Tutt&#39;ora &#232; uno dei monumenti pi&#249; popolari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cappella fu fatta costruire nel 1590 da Giovanni Francesco di Sangro per ospitare un&#39;immagine della &quot;Piet&agrave;&quot;, ritenuta miracolosa, ma nel 1608 divenne la cappella per le sepolture della nobile famiglia. La fama di questo monumento &egrave; per&ograve; dovuta ad un celebre personaggio, il principe Raimondo di Sangro. Tutt&#39;ora &egrave; uno dei monumenti pi&ugrave; popolari della citt&agrave; di <a href="http://www.napolixnoi.it/">Napoli</a>.</p>
<p>Le leggende sul principe di Sansevero sono innumerevoli. C&#39;&egrave; chi lo vuole incarnazione del Faust, chi sostiene che avesse fatto un patto col diavolo. Nella cripta della cappella troviamo due macchine anatomiche di un uomo e di una donna, si narra che fossero due servi del principe che fece uccidere ed imbalsamare in modo tale che si potessero vedere visceri, arterie e vene. Si racconta, inoltre, che accec&ograve; l&#39;artista Giuseppe Sanmartino, autore della statua del Cristo morto, che si trova al centro della cappella, affinch&eacute; non realizzasse a nessun altro una cos&igrave; straordinaria scultura. Si racconta che quando il principe sent&igrave; vicina la morte, ordin&ograve; che lo si tagliasse a pezzi e impose di posizionarlo in una cassa secondo determinate regole, sarebbe cos&igrave; rinato a tempo debito. Questo non avvenne soltanto perch&eacute; la famiglia alz&ograve; il coperchio della bara prima del tempo fissato; il principe balz&ograve; s&igrave; dalla tomba, url&ograve; come un dannato, ma purtroppo l&igrave; ricadde, perch&eacute; non era ancora perfetta la saldatura.</p>
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		<title>Pizza, tra storia passata e mito di oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si narra che le tracce della pizza risalgano ai canti di Omero, all&#8217;assedio di Troia dove i greci, racconta il poeta dell&#8217;Iliade, mangiavano il loro cibo su &#34;piatti di acqua e farina&#34;, ma allora di olio, pomodoro e mozzarella non c&#8217;era traccia. Qualche notizia pi&#249; certa ci arriva dai Borboni. Sembra che re Ferdinando, sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si narra che le tracce della pizza risalgano ai canti di Omero, all&#8217;assedio di Troia dove i greci, racconta il poeta dell&#8217;Iliade, mangiavano il loro cibo su &quot;piatti di acqua e farina&quot;, ma allora di olio, pomodoro e mozzarella non c&#8217;era traccia.<br />
Qualche notizia pi&ugrave; certa ci arriva dai Borboni. Sembra che re Ferdinando, sul trono dal 1751 al 1825, abbia sfidato il rigido protocollo di palazzo per sedersi nei tavoli della bottega di &quot;n&#8217;Tuono&quot;, Antonio Testa. <br />
Ma la pizza, amata dal popolo e dal suo savrano, ancora non era riuscita ed entrare nei favori della regina e dei cortigiani. <br />
Fu con Fedinando II che il &quot;forno&quot; entr&ograve; a pieno diritto nei giardini del Palazzo. <br />
E persino Garibaldi decise di sfamarsi in una tipica tavena napolenta, con un piatto a base di&#8230; pizza. <br />
&quot;Marinara&quot; (pomodoro, aglio, origano e olio) e &quot;Mastunicola&quot; (basilico e strutto) sono le due specialit&agrave;<a href="http://www.zerodelta.net/napoli.php"> napoletane</a> che Umberto I di Savoia e Margherita hanno richiesto al noto pizzaiolo Raffaele Esposito, che per l&#8217;occasione ha aggiunto un ingrediente e dedicato alla nobildonna la nuova creazione: pomodoro, olio e mozzarella, e la Margherita &egrave; sfornata. <br />
Da quel momento la storia &egrave; nota, in ogni parte del mondo e con ogni variante, &quot;pizza&quot; &egrave; oggi un termine conosciuto ovunque e l&#8217;acquolina non manca mai.<br />
&nbsp;</p>
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