La "Torino nera"naturalmente èla Torino orientata ad ovest,làdove tramonta il sole,il luogo dell’oscurità,della morte. L’Occidente èda sempre legato al Male,basti pensare alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre:i due peccatori vengono spinti dall’est per eccellenza a peregrinare verso ovest. L’Ovest della Torino antica corrispondeva con l’odierna piazza Statuto e la "valle degli uccisi"(tra gli odierni corso Valdocco e appunto il Rondòdella Forca).
Scavi recenti hanno riportato alla luce proprio qui ossa di giovani corpi:qualcuno mormoròdi antichi sacrifici umani a cui non raramente ricorrevano i Celti.
Del resto anche il moderno monumento al traforo del Frejus con i suoi corpi bianchi riversi sul monte nero èdi aspetto sinistro e nel suo contrasto di colori rivela ancora una volta la dualitàmagica di Torino.
La stessa simbologia della scultura èalquanto strana:l’angelo che sovrasta il monumento dovrebbe rappresentare la scienza che trionfa sui titani,ma da quando un angelo rappresenta il raziocinio e la ragione? Se il Bene e il Male si richiamano e si rincorrono,anche la Ragione e l’Irrazionale si incontrano e si fondono in questa piazza.
A pochi metri dal monumento dei caduti del Frejus,in direzione corso Francia,si erge una stele,eretta a ricordo di Giovanni Battista Beccaria.
La piccola stele segna il 45°parallelo che passa per Torino e ha il suo omologo a Rivoli. Eretta a testimonianza della facoltàdel’uomo di misurare la Terra e prenderne possesso,ècircondata da un doppio cerchio di alberi sfasati.
Strana disposizione ma solo in apparenza. Questo èun "ring",un anello celtico,rafforzato e raddoppiato dalla forza energetica degli alberi.
Chiunque entri in quel cerchio sente di colpo l’atmosfera cambiare e il rumore assordante del traffico affievolirsi improvvisamente:l’aria sembra farsi pesante e immobile,mentre si sfumano i confini fra Ragione e Irrazionalità.
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