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Smeraldo Milano

Anche lo Smeraldo non scherza,quest'anno l'abbonamento potrebbe essere considerato una fantastica idea regalo!

Piacenza La Primogenita

La Chiesa di Santa Lucia èsorta nel periodo bizantino in corrispondenza dell'area dove,secondo la tradizione,la Vergine siracusana subìil martirio. Molte furono le modifiche alla chiesa giàdurante il periodo normanno. Vennero costruiti le absidi,il portale ed i primi tre ordini del campanile. Inoltre,dopo il terremoto del 1693 vi fu aggiunto un portico attribuito a Pompeo Picherali. Tali trasformazioni li troviamo all'interno infatti esso ècaratterizzato da tre navate e presenta alcune rielaborazioni di diversi periodi,quali ad esempio il soffitto ligneo con travi dipinte,risalente al XIV°secolo,i pilastri sui capitelli che sostituivano le colonne,e le cantorie attribuite al Vermexio. All'interno si possono notare i rifacimenti di etàaragonese,ai quali va ascritto il soffitto ligneo a travature dipinte,restaurato nel 1940. I restauri attuati in etàmoderna hanno liberato il tempio di molte sovrastrutture del XVIII e XIX secolo. Una fra le varie opere che erano conservate all'interno della chiesa èil famoso quadro del Caravaggio raffigurante il "Seppellimento di Santa Lucia". Tale quadro venne dipinto dall'autore in occasione del suo breve soggiorno a Siracusa ispirato dalla sua grande ammirazione per la Vergine. Ora si trova al Museo regionale di palazzo Bellomo.

Tito Acerbo

Tito Acerbo nacque a Loreto Aprutino in Abruzzo e fu capitano del 152°reggimento fanteria della Brigata Sassari durante la Prima Guerra mondiale.
Fu decorato con la medaglia d'oro al valor militare dopo la sua morte in battaglia il 16 giugno 1918. Questa la motivazione:"Valoroso fra i valorosi di una gloriosa brigata,animatore impareggiabile,fulgido esempio di bravura,di abnegazione e di fede incrollabile,eccezionalmente dotato di capacitàe di slancio,sempre e dovunque eroicamente condusse il suo reparto nelle piùsanguinose azioni,sul Carso,sugli Altipiani e sul Piave. Quivi nella turbinosa battaglia,benchèferito,alla testa dei suoi reparti proseguiva nel violento attacco contro preponderanti forze avversarie. Impegnata un'accanitissima mischia,minacciato di accerchiamento,con impeto travolgente riusciva ad aprirsi un varco,liberandosi dalla stretta nemica e trascinando seco numerosi prigionieri. Poco dopo,colpito a morte da un proiettile nemico,incitava ancora i dipendenti a persistere nella lotta e spirava sul campo,inneggiando alla Patria".

Il teatro studio di Milano

Assolutamente imperdibile la stagione 2011-2012 del teatro studio di Milano. Spegnete la televisione,abbandonate il calcio e provate a divertirvi davvero!

Gerardo Dottori

Nacque a Perugia nel 1884,dove si iscrisse all'Accademia di Belle Arti. Partìper Milano nel 1906,ma fu costretto a rientrare a Perugia e riprese l'Accademia,della quale criticòin quegli anni il modo di impartire gli insegnamenti. Nel 1908 venne a contatto con gli intellettuali d'avanguardia fiorentini Settimelli,Carli e Scattolini. Dopo aver conosciuto Giacomo Balla nel 1911,aderìal Futurismo. Nel 1914 organizzòuna serata futurista con Filippo Tommaso Marinetti,che lo invitòa partecipare alla mostra dei maggiori esponenti futuristi in Piazza Adriana. Dopo essere partito per la guerra continuòa lavorare,dipingendo motivi piùdinamici come esplosioni,motociclisti,aerei,aderendo cosìa quella che èstata definita "aeropittura"e scrivendo sotto falso nome numerose "parole in libertà". Ritornato a Perugia nel 1920,fonda "GRIFFA!",periodico d'arte in cui scrivono molti futuristi. Tenne a Roma la sua prima mostra personale,e visse nella cittàdal 1926 al 1939,finchènon gli venne conferita la cattedra di Pittura all'Accademia di Perugia. Partecipòa tutte le attivitàdel movimento Futurista,espose le sue opere alla Biennale di Venezia e nel 1932 venne definito nel Manifesto dell'Arte Sacra Futurista come il primo rinnovatore del Futurismo. Rimase sempre legato al Movimento,ed in particolare al suo "Paesaggio totale".
Morìa Perugia nel 1977.

L’orecchio di Dioniso

La Chiesa di Santa Lucia di Siracusa èsorta nel periodo bizantino in corrispondenza dell'area dove,secondo la tradizione,la Vergine siracusana subìil martirio. Molte furono le modifiche alla chiesa giàdurante il periodo normanno. Vennero costruiti le absidi,il portale ed i primi tre ordini del campanile. Inoltre,dopo il terremoto del 1693 vi fu aggiunto un portico attribuito a Pompeo Picherali. Tali trasformazioni li troviamo all'interno infatti esso ècaratterizzato da tre navate e presenta alcune rielaborazioni di diversi periodi,quali ad esempio il soffitto ligneo con travi dipinte,risalente al XIV°secolo,i pilastri sui capitelli che sostituivano le colonne,e le cantorie attribuite al Vermexio. All'interno si possono notare i rifacimenti di etàaragonese,ai quali va ascritto il soffitto ligneo a travature dipinte,restaurato nel 1940. I restauri attuati in etàmoderna hanno liberato il tempio di molte sovrastrutture del XVIII e XIX secolo. Una fra le varie opere che erano conservate all'interno della chiesa èil famoso quadro del Caravaggio raffigurante il "Seppellimento di Santa Lucia". Tale quadro venne dipinto dall'autore in occasione del suo breve soggiorno a Siracusa ispirato dalla sua grande ammirazione per la Vergine. Ora si trova al Museo regionale di palazzo Bellomo.

La Chiesa di San Lorenzo Maggiore

La Chiesa di S. Lorenzo Maggiore,oltre ad essere famosa come il luogo in cui Boccaccio incontròFiammetta e perchénell'annesso convento soggiornòPetrarca,costituisce anche uno straordinario esempio di stratificazione architettonica. Si va dalle strutture romane alla ristrutturazione barocca (se ne hanno segni evidenti nella facciata),attraverso tutta una serie di rimaneggiamenti nel corso dei secoli dovuti soprattutto ai principi d'Angiò.
Nell'interno,tra i piùbelli della cittàmedioevale,risaltano per importanza la cappella Cacace del 1653 e l'abside poligonale.
Nel chiostro e al di sotto della chiesa di S. Lorenzo Maggiore sono visitabili i resti dell'agorà,poi Foro della Neapolis greco-romana.
L'ingresso agli scavi èpossibile dal lunedìal venerdìdalle ore 9 alle 13 e poi dalle 15 alle 17.30;sabato dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 10 alle 13.30.

Una visita alla Chiesa èperfetta nel tardo pomeriggio,consigliamo di concludere degnamente la giornata con uno dei tanti eventi che si svolgono a Napoli.

Cappella De Sylva a Sant’Isidoro

Apre al pubblico la Cappella De Sylva a Sant'Isidoro una delle innumerevoli opere d'arte di Roma progettata da Gianlorenzo Bernini,alla conclusione dei lavori di restauro compiuti dalla soprintendenza ai Beni artistici e storici di Roma,diretti da Angela Negro. E le sorprese non mancano. Sono tornate all'originario splendore le nuditàmarmoree delle due figure della Caritàe della Verità,nell'altare di sinistra,che un'ondata punitiva di moralismo vittoriano,nel 1863,aveva castigato con vesti bronzee,fissate da piccoli perni,a celare i marmi,considerati troppo provocanti per quel luogo sacro. Non solo. Ma il restauro ha permesso di rimuovere le ridipinture ottocentesche che nascondevano le nuditàdei putti affrescati sulle pareti,oltre a risistemare il putto di marmo dell'altare maggiore,che a sinistra sostiene il quadro dell'Immacolata,del quale era stato scalpellato il sesso,coperto poi con un rudimentale panneggio in stucco. Cosìripulita,la cappella,fatta costruire dal cavaliere portoghese Roderigo De Sylva negli anni 1662-63,diventa il tipico esempio del "bel composto"berniniano,frutto della fusione di affreschi,sculture,stucchi e marmi con il quale il genio del Barocco riesce a trasformare un piccolo spazio sepolcrale in uno scrigno prezioso e sontuoso. In realtà,la Cappella De Sylva vanta uno strano destino. Anche se il nome del Bernini,come suo autore,appare in una delle iscrizioni,ed esistono a Lipsia i disegni preparatori del maestro,èstata sempre classificata come "opera di bottega",perché,di fatto,gli interventi vennero eseguiti dai suoi collaboratori. Le Virtùmarmoree sulle pareti furono scolpite dai fedeli collaboratori Giulio Cartari (Caritàe Verità) e da Pietro Paolo Naldini (Pace e Giustizia),mentre gli affreschi sono firmati da Giacinto Gimignani,allievo di Pietro da Cortona,e la pala dell'Immacolata èstata eseguita da Carlo Maratta. Le visite,ad ingresso libero,solo su prenotazione. Catalogo,Campisano Editore.

Chiesa di San Stae

La chiesa di San Stae(Sant'Eustachio) èfondamentale per la comprensione della pittura veneziana del Settecento.
Si presenta infatti con un'imponente facciata barocca che dàsulla principale via d'acqua veneziana,opera di Domenico Rossi (1709). L'interno,opera tardo secentesca dell'architetto Giovanni Grassi,presenta una pianta ad unica navata con soffitto a volta e tre cappelle aperte su ciascun lato;al centro della navata èposta una vasta pietra tombale che segna il sepolcro della famiglia Mocenigo.
Sono presenti opere significative di NiccolòBambini,Giuseppe Camerata e Antonio Balestra. Le tre cappelle a sinistra ospitano invece nell'ordine opere del Torretto,del Migliori e dell'Amigoni. Il presbiterio ha il soffitto decorato da una vasta tela di Bartolomeo Letterini,mentre alle pareti,si trovano 12 tele di dimensioni minori dedicate agli Apostoli,tra le quali alcuni capolavori come il "Martirio di San Bartolomeo",opera giovanile di Giambattista Tiepolo (1721),il "Martirio di San Giacomo Maggiore"di Giambattista Piazzetta e la "Liberazione di San Pietro"di Sebastiano Ricci.
Pur non essendo semplicissimo,dopo aver visitato la basilica,vi consigliamo di mangiare in buon ristorante di Venezia.
 

la Basilica di San Bernardino

La Basilica di S. Bernardino,una delle maggiori basiliche dell'Aquila,custodisce il corpo del Santo al quale èdedicata. La pianta primitiva,di stile tendenzialmente gotico e risalente alla metàdel XV secolo,era costituita da tre navi che sboccavano in un ambiente poligonale con una grande cupola anch'essa poligona,da quattro cappelle,dall'abside,dal coro e dal campanile cuspidato.
La scelta di edificarla in un luogo alto e in uno spazio libero ed ampio rispondeva alle esigenze di inquadrare a monte il quartiere medievale.
La facciata attuale,che sostituìquella originaria e che ha retto anche al terremoto del 1703,fu elevata tra il 1525 e il 1542 su un podio gradinato secondo il disegno di Cola dell'Amatrice il quale diresse personalmente i lavori:come attesta l'iscrizione del 1527,al lato sinistro del primo ordine.
Dopo il terremoto del 1703 la Chiesa fu riedificata su schemi barocchi.
Ai primi dell'800,fu costruita un'ampia scalinata che sembra raccordare il tempo medievale con quello rinascimentale barocco:questa,infatti,partendo dalla sottostante Piazza Bariscianello,si slancia verso la Chiesa con un movimento che dàuna forte connotazione spaziale al quadro d'insieme.