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L’albero della libertà

Le vicende di Sondrio e dell’intera Valtellina sono da sempre state tumultuose e segnate da lotte e annessioni a regni diversi.
Con il trattato di Teglio,siglato agli inizi del Cinquecento,la cittàpassa sotto il governo dei Grigioni dei quali diventa un importante centro di potere,ma,ben presto,la differenza di religione tra grigioni protestanti e valtellinesi cattolici si acuisce sempre piùe sfocia in una vera e propria rivolta,il cui pretesto èrappresentato dall’uccisione dell’arciprete di Sondrio,Nicola Rusca nel 1620.
L’episodio èstato definito "il sacro macello"poichécostòla vita a oltre 400 tra funzionari retici e riformatori protestanti.
In quegli anni,la cittàassunse un governo autonomo che resisteràin carica fino al 1639,anno in cui il Trattato di Milano sancisce il ritorno della sovranitàgrigione sull’intera valle.
Per ben oltre un secolo le cose si mantengono quasi inalterate,ma alla fine del Settecento cominciano a diffondersi in tutto il Nord Italia le idee di fratellanza,uguaglianza e,soprattutto,libertàportate dalla rivoluzione francese.
Al termine di un’assemblea tenutasi nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio,il popolo di Sondrio scende in piazza e pianta l’albero della Libertà,simbolo concreto di ribellione al potere dei grigioni.
Poco dopo,la Valtellina viene annessa alla Repubblica Cisalpina ed inserita nel Dipartimento dell’Adda e dell’Oglio.
 

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