Tra le ultime lettere presenti nel volume di Ugo Foscolo "Le ultime lettere di Jacopo Ortis",ci sono quelle del 19 e 20 febbraio 1799,che descrivono malinconicamente il panorama di Ventimiglia(Provincia di Imperia). Dicono:"Ho vagato per queste montagne. Non v’èalbero,non tugurio,non erba. Tutto èbronchi;aspri e lividi macigni;e qua e làmolte croci che segnano il sito de’viandanti assassinati. Làgiùèil Roja,un torrente che quando si disfanno i ghiacci precipita dalle viscere delle Alpi,e per gran tratto ha spaccato in due questa immensa montagna. V’èun ponte presso alla marina che ricongiunge il sentiero. Mi sono fermato su quel ponte,e ho spinto gli occhi sin dove puògiungere la vista;e percorrendo due argini di altissime rupi e di burroni cavernosi,appena si vedono imposte su le cervici dell’Alpi altre Alpi di neve che s’immergono nel Cielo e tutto biancheggia e si confonde –da quelle spalancate Alpi cala e passeggia ondeggiando la tramontana,e per quelle fauci invade il Mediterraneo. La Natura siede qui solitaria e minacciosa,e caccia da questo suo regno tutti i viventi."
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