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	<title>L'Italia dalla A alla Z</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Storie dei teatri di Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 11:20:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Mercadante: dal 1870.</p> <p>Il teatro Mercadante nasce con questo nome nel 1870, quando con una petizione fu chiesto il cambiamento del nome delllo stesso edificio precedentemente chiamato Teatro del Fondo. Questo teatro vide sul suo palcoscenico avvicendarsi i grandi attori come Adelaide Ristori, Fanny Sadowski , Ermete Zacconi, Eleonora Duse, Sarah Bernardt e Coquelin, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mercadante: dal 1870.</p>
<p>Il teatro Mercadante nasce con questo nome nel 1870, quando con una petizione fu chiesto il cambiamento del nome delllo stesso edificio precedentemente chiamato Teatro del Fondo. Questo teatro vide sul suo palcoscenico avvicendarsi i grandi attori come Adelaide Ristori, Fanny Sadowski , Ermete Zacconi, Eleonora Duse, Sarah Bernardt e Coquelin, ma anche personalit&agrave; di punta del teatro napoletano come Scarpetta. <br />
	<a href="http://www.italiateatri.org/">Teatro </a>sempre rivolto alle novit&agrave;, nel 1914 ospit&ograve; una discussa &quot;Serata Futurista&quot; organizzata da Marinetti. Successivamente suoi grandi protagonisti furono Marta Abba e Luigi Pirandello. Tra il 1920 ed il 1938 ci furono lavori di restauro e nel 1936 il soffitto si arricchisce con un pregevole dipinto a tempera di Francesco Galante dal titolo &quot;Napoli marinara&quot;. Dopo ulteriori opere di restauro, dal 1959 al 1963 ottenne il riconoscimento di Teatro Stabile, sotto la direzione di Franco Enriquez. Nel 1963 venne chiuso per inagibilit&agrave;, dovuta a ragioni statiche. Nel 1973 il Teatro venne trasferito dal Demanio al Comune di Napoli e nel 1979 inizi&ograve; l?ultimo restauro con la creazione di nuovi servizi come un teatrino sperimentale, una sala di scenografia, ampi camerini per gli attori. <br />
	Nel decennio &#39;80/&#39;90 si &egrave; avuta una programmazione varia: il progetto &quot;Teatro di Napoli-Teatro del Mediterraneo&quot; (1990/1992) diretto da Maurizio Scaparro, alcune prestigiose rappresentazioni del maestro Roberto De Simone (&quot;Histoire du Soldat&quot; di Stravinskij e &quot;La Gatta Cenerentola&quot; dello stesso De Simone) e delle &quot;Settimane Musicali Internazionali&quot;. <br />
	Con la stagione artistica del 1995-96 , dopo trent&#39;anni in cui era stato utilizzato solo per &quot;eventi &quot; artistici, il Mercadante inaugura il primo cartellone teatrale promosso dal Comune di Napoli, dall&#39;Ente Teatrale Italiano e dal Teatro Pubblico Campano, partecipando cos&igrave; nuovamente a pieno titolo alla vita culturale della citt&agrave;.</p>
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		<title>Lorenzo Viani</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 10:55:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il nome dell&#39;architetto, letterato, incisore e pittore viareggino Lorenzo Viani (1882-1936) contribuisce da sempre a fare di Viareggio un notevole centro culturale. Come pittore raffigur&#242; una serie di visioni viareggine piuttosto cupe e desolate, con personaggi spesso tragici e drammatici come pazzi, guitti, poveri pescatori e contadini colti nella loro esistenza piena di sacrifici. </p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome dell&#39;architetto, letterato, incisore e pittore viareggino Lorenzo Viani (1882-1936) contribuisce da sempre a fare di Viareggio un notevole centro culturale. Come pittore raffigur&ograve; una serie di visioni viareggine piuttosto cupe e desolate, con personaggi spesso tragici e drammatici come pazzi, guitti, poveri pescatori e contadini colti nella loro esistenza piena di sacrifici. </p>
<p>Tra i suoi dipinti pi&ugrave; famosi, ora esposti nella sala d&#39;attesa della stazione ferroviaria, &quot;La cava&quot; e &quot;Il parto&quot; (entrambi del 1936) e la &quot;Benedizione dei morti del mare&quot;. Come architetto si ricorda il Monumento ai Caduti, eretto nel 1927 in Piazza Garibaldi, e come narratore gli autobiografici romanzi &quot;Le chiavi del pozzo&quot; e &quot;Barba e capelli&quot;. Una <a href="http://www.pinacoteche.org/">pinacoteca </a>a lui dedicata &egrave; in mostra al Museo Archeologico A. Blanc.</p>
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		<title>La via della maiolica dai riflessi oro e rubino</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 10:51:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La maiolica vanta nella Terra del Duca un&#39;antica tradizione. Nel&#39;400 e nel &#39;500, quando si sviluppa il gusto raffinato narrativo delle maioliche istoriate, esse si diffondono in varie parti d&#39;Europa, anche grazie al fatto che costituiscono regali nuziali e doni che i sovrani si scambiano. Nel Ducato di Urbino, tra le botteghe, si forma una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maiolica vanta nella Terra del Duca un&#39;antica tradizione. Nel&#39;400 e nel &#39;500, quando si sviluppa il gusto raffinato narrativo delle maioliche istoriate, esse si diffondono in varie parti d&#39;Europa, anche grazie al fatto che costituiscono regali nuziali e doni che i sovrani si scambiano. Nel Ducato di Urbino, tra le botteghe, si forma una fitta rete di rapporti non solo artistici (i vasai usano motivi identici: grottesche, trofei e &quot;Donne Belle&quot;), ma anche economici. A Gubbio opera Mastro Giorgio, celebre per aver raggiunto risultati ineguagliati nella tecnica del lustro, ottenuto con pigmenti metallici che, aderendo alla superficie del manufatto con la cottura, gli conferiscono una bella colorazione dai riflessi aurei, argentei e rosso rubino; a Urbino lavora Francesco Xanto Avelli di Rovigo che ha l&#39;appoggio di Francesco Maria I Della Rovere, al quale in seguito dedicher&agrave; il poema &quot;Il Rovere Vittorioso&quot;; a Pesaro si producono maioliche per le quali giungono ai Della Rovere parole di ammirazione da tutta Italia da parte di coloro a cui sono state offerte in dono; a Casteldurante numerosi maiolicari creano varie decorazioni che diventano famose presso le corti d&#39;Europa e sono presenti illustri artisti come Nicola e Guido Pellipario e Giorgio Picchi il Vecchio. </p>
<p>	La Terra del Duca &egrave; attraversata dalla Strada della Ceramica, una delle pi&ugrave; antiche e preziose espressioni d&#39;arte: parte da Pesaro, prosegue per Urbino, Casteldurante e arriva fino a Gubbio. </p>
<p>	Le botteghe artigianali di queste citt&agrave;, che possiedono prestigiosi <a href="http://www.museitaliani.org/">musei</a>, ripropongono ancora oggi oggetti di ispirazione cinquecentesca. </p>
<p>	Il Museo delle Ceramiche di Pesaro, situato presso palazzo Toschi-Mosca, uno dei pi&ugrave; importanti d&#39;Italia, raccoglie capolavori, in particolare del Rinascimento, provenienti dalle botteghe di Casteldurante, con le opere di Nicola Pellipario, chiamato anche Nicola da Urbino, e da quelle di Mastro Giorgio, di Orazio Fontana, di Francesco Xanto Avelli.</p>
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		<title>Origini di Monza</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 10:49:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La citt&#224; di Monza sorse nei suoi primitivi insediamenti abitativi lungo le rive del Lambro, abitate allora da stirpi celtiche romanizzate attorno al 50 a. C. durante le campagne di Cesare. Il nome, pur nel contrasto di varie teorie, dovrebbe essere la risultante dell&#39;antica Modicia (Modoicum, Moedicia, Modoetia, Monscia) o Maguntia, da cui presto Munscia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.monza-blog.it/storia-di-monza/">La citt&agrave; di Monza</a> sorse nei suoi primitivi insediamenti abitativi lungo le rive del Lambro, abitate allora da stirpi celtiche romanizzate attorno al 50 a. C. durante le campagne di Cesare. Il nome, pur nel contrasto di varie teorie, dovrebbe essere la risultante dell&#39;antica Modicia (Modoicum, Moedicia, Modoetia, Monscia) o Maguntia, da cui presto Munscia e Monza. </p>
<p>Prima castrum e poi vicus romano, con abitanti dediti alla pastorizia e all&#39;agricoltura, Monza fornisce reperti archeologici tali da poter affermare una sicura civilt&agrave; romana: ponti, acquedotti, strade e loro antiche denominazioni lo testimoniano (basti pensare all&#39;antico Ponte di Arena in cotto e serizzo, lungo 70 metri e largo 4, ora sostituito da Ponte dei Leoni). L&#39;avvento delle orde barbariche vede presto la cittadella divenire sede estiva di imperatori, l&#39;ostrogota Teodorico tra i primi, che ne fece Palatium Magnum.</p>
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		<title>Verona romana</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 10:46:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo la sconfitta dei Cimbri, Verona &#232; sempre pi&#249; sottoposta alla dominazione romana, fino a conseguire la cittadinanza romana ed a guadagnare il titolo di &#34;Colonia Augusta&#34;. In et&#224; romana Verona &#232; una citt&#224; molto importante e fiorente. Al principio dell&#39;impero, secondo Strabone, &#232; grande come Milano e Padova. L&#39;ornano, tra l&#39;altro, un maestoso anfiteatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la sconfitta dei Cimbri, Verona &egrave; sempre pi&ugrave; sottoposta alla dominazione romana, fino a conseguire la cittadinanza romana ed a guadagnare il titolo di &quot;Colonia Augusta&quot;. In et&agrave; romana Verona &egrave; una citt&agrave; molto importante e fiorente. Al principio dell&#39;impero, secondo Strabone, &egrave; grande come Milano e Padova. L&#39;ornano, tra l&#39;altro, un maestoso anfiteatro (Arena), uno splendido teatro, un solido ponte (della Pietra), delle eleganti porte, numerosi archi, un sontuoso &quot;Capitolium&quot;, una grande basilica, delle lussuose <a href="http://www.terme-spa.it/">terme</a>. La difende una possente cinta di mura, in parte ancora in piedi. Suo vanto &egrave; anche l&#39;aver dato i natali a Catullo, Vitruvio, Pomponio Secondo, Emilio Macro.</p>
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		<title>Il Monumento alla mondina</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:43:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nei giardinetti davanti alla stazione di Novara, al di sopra della vasca centrale, &#232; stata inaugurata nel 1971 la statua dedicata alla mondina o mondariso, cio&#232; la lavoratrice dei campi di riso, figura tipica del novarese scomparsa quando la coscienza di classe e i nuovi sistemi tecnologici per la monda del riso la sostituirono. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giardinetti davanti alla stazione di Novara, al di sopra della vasca centrale, &egrave; stata inaugurata nel 1971 la statua dedicata alla mondina o mondariso, cio&egrave; la lavoratrice dei campi di riso, figura tipica del novarese scomparsa quando la coscienza di classe e i nuovi sistemi tecnologici per la monda del riso la sostituirono. Il monumento, opera dello scultore Edmondo Poletti e commissionato dal Lions Club, coglie la posizione abituale della donna nell&#39;atto di estirpare dalle risaie l&#39;erba dannosa: caplina in testa, vesti sopra il ginocchio, <a href="http://www.legambedelledonne.com/">belle gambe</a> immerse nell&#39;acqua e nel fango, schiena curva. In questo modo Novara rende il giusto onore (assieme alla statua della contadina, opera di Carlo Bonomi, collocata sull&#39;Allea) alle massacranti fatiche nelle risaie che queste donne dovettero sopportare nel loro ingrato lavoro, spesso caratterizzato da sacrifici estremi, malattie e morte. In origine la statua doveva essere posta sul bordo di una strada tra Gionzana e Casalgiate, poi si opt&ograve; per la pi&ugrave; consona sistemazione in citt&agrave;, in modo che il ricordo e la memoria delle mondariso fosse sempre sotto l&#39;occhio di tutti.</p>
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		<title>Monastero Mechitarista e Museo Armeno delle Arti e Scienze</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:40:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Museo mechitarista contiene vari reperti archeologici (tra cui una preziosa mummia egizia ricoperta di perline) e numismatici sia armeni che orientali. Vi sono inoltre due biblioteche: la prima &#232; la pi&#249; importante del mondo per i libri armeni; la seconda, personale di Mechitar, &#232; dotata di circa 40.000 volumi. </p> <p> Il complesso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo mechitarista contiene vari reperti archeologici (tra cui una preziosa mummia egizia ricoperta di perline) e numismatici sia armeni che orientali. <br />
	Vi sono inoltre due <a href="http://www.lebiblioteche.com/">biblioteche</a>: la prima &egrave; la pi&ugrave; importante del mondo per i libri armeni; la seconda, personale di Mechitar, &egrave; dotata di circa 40.000 volumi. </p>
<p>	Il complesso del 1182 &egrave; composto da chiesa, campanile, convento, noviziato, professorio, museo, tipografia, sacrestia con refettorio e biblioteca, sala dei manoscritti. <br />
	La chiesa, d&#39;impianto gotico risale al 1340 e fu restaurata nel Settecento per impulso di Mechitar. <br />
	Gli altari sono tutti della prima met&agrave; del 1700 e la tomba di Mechitar si trova davanti all&#39;altare maggiore. <br />
	Vi sono presenti opere di Francesco Maggiotto e di Francesco Zugno, della scuola del Tiepolo e di Palma il Giovane e si possono anche ammirare lavori di Jacopo da Bassano. <br />
	Suggestive sono le funzioni religiose di tipo orientale, le preghiere medievali, l&#39;uso di chiudere il presbiterio con una tenda in preparazione dell&#39;Eucarestia. <br />
	Il campanile ha un basamento rivestito da masegni di pietra d&#39;Istria e il fusto presenta tre lesene per lato congiunte in sommit&agrave; da due archetti. &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>	Le funzioni religiose si svolgono solamente la domenica alle ore 11.00.</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>Palazzo Thun</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 10:35:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Costruzione cinquecentesca che per oltre 500 anni fu la dimora principale di uno dei pi&#249; potenti e conosciuti casati nobiliari tridentini: i Signori Thun. Oggi &#232; sede del Municipio di Trento. </p> <p>Al piano terra &#232; visibile la statua del Nettuno. Percorrendo l&#39;ingresso si nota una bellissima lastra marmorea a rilievo: &#232; la pietra tombale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Costruzione cinquecentesca che per oltre 500 anni fu la dimora principale di uno dei pi&ugrave; potenti e conosciuti casati nobiliari tridentini: i Signori Thun. Oggi &egrave; sede del Municipio di <a href="http://www.conosceretrento.com/">Trento</a>. </p>
<p>Al piano terra &egrave; visibile la statua del Nettuno. Percorrendo l&#39;ingresso si nota una bellissima lastra marmorea a rilievo: &egrave; la pietra tombale della giovane Dorotea Thun. Quando mor&igrave; il marito le fece erigere una cappella nella chiesa di S. Marco. Sull&#39;epigrafe si leggono alcune toccanti parole dette da Dorotea: &quot;Perch&eacute; piangi? Perch&eacute; tanto lutto per la mia morte felice? Le tue lacrime turbano la mia gioia. Lascia, te ne prego, i mesti lamenti, la vita m&#39;ha sorriso. Non era nel mio destino un&#39;esistenza pi&ugrave; lunga. Sono scomparsa immatura, ma a te, ottimo coniuge, conceda la vita pi&ugrave; lunghi anni.&quot;.</p>
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		<title>Il Ponte di Rialto</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 10:33:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &#232; tra i pi&#249; possenti e caratteristici monumenti di Venezia. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&#249; stretto, &#232; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato. Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ponte di Rialto &egrave; tra i pi&ugrave; possenti e caratteristici monumenti di <a href="http://www.veneziaxnoi.it/">Venezia</a>. E&#39; lungo complessivamente 48 metri e largo 22. L&#39;unica arcata, che scavalca il Canal Grande nel suo punto pi&ugrave; stretto, &egrave; percorso da tre gradinate fiancheggiate da botteghe situate nel doppio porticato.<br />
	Sembra che il primo ponte risalente al 1180 fosse su chiatte, poi sostituito a inizio &#39;500 da una struttura in legno, con botteghe sopra e la parte di mezzo apribile a ponte levatoio. <br />
	Per le sue condizioni poco rassicuranti, ne venne proposto il rifacimento che fu completato in pietra e con una spesa di 250.000 ducati nel 1592. <br />
	Fino al 1800 rappresent&ograve; l&#39;unico collegamento tra le due rive della citt&agrave;. <br />
	C.f.r. &quot;Guida d&#39;Italia del Touring Club Italiano: Venezia e dintorni&quot;, Garzanti Editore, Milano 1989.</p>
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		<title>L&#8217;esecuzione di Beatrice Cenci</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 10:31:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&#249; famosi di Roma risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&ugrave; famosi di <a href="http://www.outlet-roma.info/">Roma </a>risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori casa non era diverso: uccideva, stuprava e fu perfino accusato di sodomia nei riguardi dei figli di un rigattiere di Lungotevere. Decise poi di trasferire moglie e figlia, Beatrice, in uno sperduto paese d&#39;Abruzzo, Petrella Salto, dove continuava a tiranneggiare e, per di pi&ugrave;, a rincorrere incestuosi disegni nei confronti della bella figlia. Dopo l&#39;ennesimo tentativo di insidiare il figlio di primo letto della seconda moglie Lucrezia, Beatrice escogit&ograve; il parricidio, con l&#39;aiuto del fratello maggiore Giacomo, della matrigna e del soprintendente di casa Olimpio. Tutti vennero arrestati, compreso il fratello minore Bernardo innocente, e processati. Nessuno sconto di pena da parte del papa. La sentenza: Giacomo torturato, ucciso e fatto a pezzi; Beatrice e Lucrezia decapitate; Bernardo condannato al carcere a vita.</p>
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