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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Trentino Alto Adige</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Palazzo Thun</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 10:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Costruzione cinquecentesca che per oltre 500 anni fu la dimora principale di uno dei pi&#249; potenti e conosciuti casati nobiliari tridentini: i Signori Thun. Oggi &#232; sede del Municipio di Trento. </p> <p>Al piano terra &#232; visibile la statua del Nettuno. Percorrendo l&#39;ingresso si nota una bellissima lastra marmorea a rilievo: &#232; la pietra tombale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Costruzione cinquecentesca che per oltre 500 anni fu la dimora principale di uno dei pi&ugrave; potenti e conosciuti casati nobiliari tridentini: i Signori Thun. Oggi &egrave; sede del Municipio di <a href="http://www.conosceretrento.com/">Trento</a>. </p>
<p>Al piano terra &egrave; visibile la statua del Nettuno. Percorrendo l&#39;ingresso si nota una bellissima lastra marmorea a rilievo: &egrave; la pietra tombale della giovane Dorotea Thun. Quando mor&igrave; il marito le fece erigere una cappella nella chiesa di S. Marco. Sull&#39;epigrafe si leggono alcune toccanti parole dette da Dorotea: &quot;Perch&eacute; piangi? Perch&eacute; tanto lutto per la mia morte felice? Le tue lacrime turbano la mia gioia. Lascia, te ne prego, i mesti lamenti, la vita m&#39;ha sorriso. Non era nel mio destino un&#39;esistenza pi&ugrave; lunga. Sono scomparsa immatura, ma a te, ottimo coniuge, conceda la vita pi&ugrave; lunghi anni.&quot;.</p>
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		<title>Palazzo Sardagna</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 00:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il palazzo ospita il Museo Tridentino di Scienze Naturali. E&#39; la costruzione pi&#249; maestosa di Via Calepina e uno dei palazzi pi&#249; significativi del tardo Rinascimento. Ai lati del portale si vedono due cariati che in sembianza di due giganti sostengono il marmoreo balcone con dei putti disposti sul davanzale. All&#39;interno le sale hanno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il palazzo ospita il <a href="http://www.zerodelta.net/musei/museo-tridentino-di-scienze-naturali_trento.php">Museo Tridentino di Scienze Naturali</a>. E&#39; la costruzione pi&ugrave; maestosa di Via Calepina e uno dei palazzi pi&ugrave; significativi del tardo Rinascimento. Ai lati del portale si vedono due cariati che in sembianza di due giganti sostengono il marmoreo balcone con dei putti disposti sul davanzale. All&#39;interno le sale hanno il soffitto a volta interamente decorato da affreschi. In una sala si ammirano sulla volta degli affreschi rappresentanti le dodici figure dello Zodiaco. Nella seconda sala interessante &egrave; l&#39;affresco della Madonna con il Bambino attorniato da tanti angioletti tra i quali ne spicca uno di colore, con l&#39;orecchino. Un particolare curioso, forse una firma di un artista estroso e versatile come lo era il Fogolino. Oppure un gesto della Madonna, come dice la leggenda. (vedi voce &quot;Tradizioni e Leggende&quot;).</p>
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		<title>Martin Lutero a Trento</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 07:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Era ancora immerso nei suoi pensieri, quando vide venirgli incontro una vecchietta, una contadina che stava tornando a casa dopo il mercato. Martin Lutero la ferm&#242; a chiederle informazioni: &#34;Com&#8217;&#232;, l&#8217;aria, a Trento?&#34; gli chiese. &#34;Vi riferite al Concilio, vero?&#34; rispose la donna &#34;Una grande confusione, ve lo assicuro. Preti dappertutto, carrozze, cavalli&#34; &#34;E sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era ancora immerso nei suoi pensieri, quando vide venirgli incontro una vecchietta, una contadina che stava tornando a casa dopo il mercato.<br />
Martin Lutero la ferm&ograve; a chiederle informazioni: &quot;Com&#8217;&egrave;, l&#8217;aria, a <a href="http://www.zerodelta.net/trento.php">Trento</a>?&quot; gli chiese.<br />
&quot;Vi riferite al Concilio, vero?&quot; rispose la donna &quot;Una grande confusione, ve lo assicuro. <br />
Preti dappertutto, carrozze, cavalli&quot; &quot;E sono arrivati tutti? Prelati? Cardinali? Imperatori?&quot; &quot;Questo non ve lo so dire. <br />
Sono una povera donna, io. Abito a Meano e scendo in citt&agrave; con un p&ograve; di uova e di verdura. <br />
Posso solo dirvi &#8211; prosegu&igrave; la vecchia abbassando la voce &#8211; che la persona di cui tutti parlano, quel tedesco&#8230; Martin Lutero si chiama, no? Lui non s&#8217;&egrave; ancora fatto vedere! E fa bene a starsene lontano!&quot; &quot;E perch&eacute;, poi?&quot; replic&ograve; Lutero. <br />
&quot;Perch&eacute; nella Chiesa di Santa Maria ho visto che stavano preparando un pentolone colmo d&#8217;olio e il necessario per accendere un grande fuoco. Quella sar&agrave; la fine di Lutero. <br />
Non vorrei essere nei panni di quell&#8217;eretico. <br />
Ma adesso vi devo salutare e grazie per il soldo, mi serviva proprio, visto che oggi non ho venduto nulla. <br />
Martin Lutero rimase solo, con un sospiro guard&ograve; per l&#8217;ultima volta Trento, poi si gir&ograve; e riprese il viaggio, questa volta verso settentrione. Fu cos&igrave; che, per merito o per colpa d&#8217;una vecchietta curiosa, i Padri conciliari non ebbero la possibilit&agrave; di ascoltare quanto aveva da dire a sua discolpa il grande eretico tedesco.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Bolzano: architettura 1857-1900</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 11:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trentino Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel 1857 l&#8217;Amministrazione Comunale chiama Sebastian Altmann, bavarese, all&#8217;ufficio di Civico Architetto. Sotto la sua direzione Bolzano vive un periodo di intensa attivit&#224; edilizia ed urbanistica sperimentando le forme architettoniche del &#34;Rundbogenstil&#34; dello storicismo tedesco e le metodologie pianificatorie dei &#34;piani regolatori di ampliamento&#34;, tipiche espressioni culturali dei circoli germanici e viennesi, con forti elementi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1857 l&#8217;Amministrazione Comunale chiama Sebastian Altmann, bavarese, all&#8217;ufficio di Civico Architetto. Sotto la sua direzione<a href="http://www.zerodelta.net/bolzano.php"> Bolzano</a> vive un periodo di intensa attivit&agrave; edilizia ed urbanistica sperimentando le forme architettoniche del &quot;Rundbogenstil&quot; dello storicismo tedesco e le metodologie pianificatorie dei &quot;piani regolatori di ampliamento&quot;, tipiche espressioni culturali dei circoli germanici e viennesi, con forti elementi di omogeneit&agrave; con quanto accadeva in quegli anni in tutte le citt&agrave; mitteleuropee.<br />
La nuova stagione si apre nel 1859 con una grande opera pubblica, il nuovo Padiglione centrale dell&#8217;Ospedale Civivo di via Sernesi, destinato a sostituire definitivamente l&#8217;ospedale medievale di piazza Domenicani. <br />
Ma il vero esordio di Altmann &egrave; il primo intervento di pianificazione urbanistica: il piano (1860) per il quartiere della Stazione. <br />
L&#8217;esperienza compiuta con il quartiere della Stazione viene ripresa e perfezionata a partire dal 1870 con il piano regolatore del quadrante sud-ovest della citt&agrave;. Nell&#8217;area a sud del nuovo ospedale, infatti, Altmann disegna il quartiere &quot;Neustadt&quot;, formato dalle attuali vie Dante, Carducci e Marconi. <br />
Tra il 1875 e la fine del secolo nel nuovo quartiere si costruiscono diversi edifici (oltre ad un paio dello stesso Altmann, un edificio di von Mayrhauser (1875), il Tribunale (1899) ed altri, tutti di impronta classicheggiante). <br />
Fondamentali sono le ripercussioni del quartiere nel tessuto storico della citt&agrave;. Mentre nasce la &quot;Neustadt&quot;, Piazza Domenicani diviene l&#8217;asse di raccordo tra la citt&agrave; antica e il nuovo quartiere: nel 1870 iniziano i lavori di demolizione della parte anteriore del convento, tra il &#8217;73 e il &#8217;75 si realizza la sede del Ginnasio, nel 1886 il palazzo delle Poste, tra il &#8217;97 e il &#8217;98 la nuova Kolpinghaus. <br />
Il disegno della Bolzano altmanniana &egrave; compiuto: costruire un sistema di espansioni sulla fascia meridionale della citt&agrave; e raccordarla al nucleo antico.<br />
&nbsp;</p>
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