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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Sicilia</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>L&#8217;orecchio di Dioniso</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 23:40:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Chiesa di Santa Lucia di Siracusa &#232; sorta nel periodo bizantino in corrispondenza dell&#39;area dove, secondo la tradizione, la Vergine siracusana sub&#236; il martirio. Molte furono le modifiche alla chiesa gi&#224; durante il periodo normanno. Vennero costruiti le absidi, il portale ed i primi tre ordini del campanile. Inoltre, dopo il terremoto del 1693 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiesa di Santa Lucia di <a href="http://www.conosceresiracusa.com/">Siracusa </a>&egrave; sorta nel periodo bizantino in corrispondenza dell&#39;area dove, secondo la tradizione, la Vergine siracusana sub&igrave; il martirio. Molte furono le modifiche alla chiesa gi&agrave; durante il periodo normanno. Vennero costruiti le absidi, il portale ed i primi tre ordini del campanile. Inoltre, dopo il terremoto del 1693 vi fu aggiunto un portico attribuito a Pompeo Picherali. Tali trasformazioni li troviamo all&#39;interno infatti esso &egrave; caratterizzato da tre navate e presenta alcune rielaborazioni di diversi periodi, quali ad esempio il soffitto ligneo con travi dipinte, risalente al XIV&deg; secolo, i pilastri sui capitelli che sostituivano le colonne, e le cantorie attribuite al Vermexio. All&#39;interno si possono notare i rifacimenti di et&agrave; aragonese, ai quali va ascritto il soffitto ligneo a travature dipinte, restaurato nel 1940. I restauri attuati in et&agrave; moderna hanno liberato il tempio di molte sovrastrutture del XVIII e XIX secolo. Una fra le varie opere che erano conservate all&#39;interno della chiesa &egrave; il famoso quadro del Caravaggio raffigurante il &quot;Seppellimento di Santa Lucia&quot;. Tale quadro venne dipinto dall&#39;autore in occasione del suo breve soggiorno a Siracusa ispirato dalla sua grande ammirazione per la Vergine.&nbsp; Ora si trova al Museo regionale di palazzo Bellomo.</p>
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		<title>Il quartiere ebraico di Palermo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 22:58:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il quartiere ebraico di Palermo era compreso tra il Ponticello, la via Candelai e la via del Giardinaccio (strade del centro storico di Palermo). Si form&#242; a partire dal IX secolo dopo la conquista musulmana della Sicilia. </p> <p>Chiamato in arabo &#34;Harat al Yahud&#34; era composto da una serie di misere casupole poste ai margini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quartiere ebraico di <a href="http://www.palermoxnoi.it/">Palermo </a>era compreso tra il Ponticello, la via Candelai e la via del Giardinaccio (strade del centro storico di Palermo). Si form&ograve; a partire dal IX secolo dopo la conquista musulmana della Sicilia. </p>
<p>Chiamato in arabo &quot;Harat al Yahud&quot; era composto da una serie di misere casupole poste ai margini del torrente Kemonia, e soggette per questo a frequenti alluvioni. Aveva il suo centro in una sinagoga. Gli ebrei vi restarono indisturbati per tutto il tempo che la Sicilia accolse serenamente i popoli di qualsiasi origine. Ma nel 1492 il fanatismo di re Ferdinando il Cattolico scacci&ograve; gli ebrei dalla Spagna e dalla Sicilia. I loro beni furono venduti e la sinagoga pass&ograve; nelle mani della nobilt&agrave; locale.</p>
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		<title>I Scinnuti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:43:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il periodo che precede la Settimana Santa &#232; preceduto da &#34;I Scinnuti&#34;, un rito risalente al 1600. Nei sei venerd&#236; quaresimali, uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, viene spostato al centro della chiesa, (in siciliano, scinnuta vuol dire discesa), dove verr&#224; celebrato la Santa Messa, mentre prima e dopo la funzione religiosa la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il periodo che precede la Settimana Santa &egrave; preceduto da &quot;I Scinnuti&quot;, un rito risalente al 1600. Nei sei venerd&igrave; quaresimali, uno dei Sacri Gruppi, accompagnato dalla banda musicale, viene spostato al centro della chiesa, (in siciliano, scinnuta vuol dire discesa), dove verr&agrave; celebrato la Santa Messa, mentre prima e dopo la funzione religiosa la banda musicale intona all&#8217;esterno della chiesa alcune tipiche marce. <br />
In origine quando i &quot;Misteri&quot; erano ospitati nella chiesa di San Michele, il rito della scinnuta prevedeva l&#8217;esposizione del gruppo di turno e del SS. Sacramento sin dal mattino, mentre nel pomeriggio si effettuava una predica.<br />
La celebrazione della Messa venne introdotta intorno agli anni &#8217;70 e nelle ultime edizioni &egrave; il Vescovo di <a href="http://www.zerodelta.net/trapani.php">Trapani </a>a presiedere al rito.<br />
Le prime notizie di queste celebrazioni risalgono al 1653 e considerato che in quella data non vi erano ancora tutti gli attuali venti gruppi, si pu&ograve; presumere che in quel periodo la Confraternita di San Michele Arcangelo usufruisse per questo rito dell&#8217;Addolorata, dell&#8217;Urna, dell&#8217;Ascesa al Calvario e di qualche altro gruppo.<br />
Interrotte le celebrazioni, a causa del secondo conflitto mondiale, i scinnuti ripresero nel 1964, secondo l&#8217;antico ordine di &quot;discesa&quot; dei gruppi. <br />
Il primo venerd&igrave; era riservato al gruppo raffigurante Ges&ugrave; nell&#8217;Orto di Getsemani, a cui nel dopoguerra subentr&ograve;, per motivi economici, la Caduta al Cedron, il secondo venerd&igrave; scendeva Ges&ugrave; dinanzi ad Hanna, il terzo era la volta de La Coronazione di spine, sostituito anch&#8217;esso negli anni del dopoguerra dalla Flagellazione, quarto venerd&igrave; era per La Sentenza, poi l&#8217;Ascesa al Calvario, mentre la veneratissima statua di Maria Addolorata concludeva i sei venerd&igrave; quaresimali.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il mito di Aretusa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 09:18:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Secondo la mitologia la ninfa Aretusa, fedele ancella di Artemide, dea della caccia, fu scorta dal dio fluviale Alfeo, figlio di Oceano, che se ne invagh&#236; e tent&#242; di sedurla contro la sua volont&#224;. Per salvarsi da Alfeo fugg&#236; in Sicilia, dove Artemide la tramut&#242; in fonte nei pressi del porto di Siracusa, in Ortigia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la mitologia la ninfa Aretusa, fedele ancella di Artemide, dea della caccia, fu scorta dal dio fluviale Alfeo, figlio di Oceano, che se ne invagh&igrave; e tent&ograve; di sedurla contro la sua volont&agrave;. <br />
Per salvarsi da Alfeo fugg&igrave; in Sicilia, dove Artemide la tramut&ograve; in fonte nei pressi del porto di <a href="http://www.zerodelta.net/siracusa.php">Siracusa</a>, in Ortigia .<br />
Zeus, commosso, mut&ograve; Alfeo in un fiume della Grecia, permettendogli cos&igrave; di raggiungere Aretusa, scorrendo sottoterra.<br />
Ancora oggi sul lungomare Alfeo ad Ortigia, nei pressi della celebre fonte, sgorga una sorgente detta &quot;l&#8217;Occhio della Zillica&quot;, che la fantasia popolare ha spesso identificato nell&#8217;innamorato Alfeo.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il terremoto del 1693</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 09:50:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il terremoto dell&#8217;11 gennaio del 1693, la cui scossa ultima e devastatrice, quella delle ore 21.00, distrusse in un solo colpo l&#8217;intera Valle. L&#8217;avventura del terremoto inizi&#242; alle 3 e tre quarti della notte del 9 gennaio. Nella prima notte secondo gli scritti riportati dall&#8217;Abate Ferrara, i siciliani dormivano profondamente. La luna mut&#242; il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il terremoto dell&#8217;11 gennaio del 1693, la cui scossa ultima e devastatrice, quella delle ore 21.00, distrusse in un solo colpo l&#8217;intera Valle. L&#8217;avventura del terremoto inizi&ograve; alle 3 e tre quarti della notte del 9 gennaio.<br />
Nella prima notte secondo gli scritti riportati dall&#8217;Abate Ferrara, i siciliani dormivano profondamente. <br />
La luna mut&ograve; il suo colore e dopo un&#8217;ora venne la prima grande scossa, annunciata da un fragore sotterraneo simile a un tuono rimbombante. Il primo giorno del sisma registr&ograve; migliaia di vittime.<br />
Il terzo giorno, il fenomeno si rivel&ograve; nella sua dimensione pi&ugrave; apocalittica.<br />
Si aprirono delle fratture nella terra, il mare si ritrasse e poi riflu&igrave; con le sue acque, gli animali vennero sbalzati dalla forza del sisma. <br />
Questa &egrave; la descrizione dell&#8217;evento cos&igrave; come viene riscritto secondo le testimonianze di allora, nelle cronache del tempo.<br />
A Modica, su 18203 abitanti, ne morirono 3400, a <a href="http://www.zerodelta.net/ragusa.php">Ragusa</a>, su 9946 abitanti persero la vita 5000 persone, a Vittoria su 3950 i morti furono 200, a Scicli le vittime furono 2000 su 9382 abitanti, a Spaccaforno, l&#8217;odierna Ispica, decedettero 2200 residenti su 7987, a Giarratana su 2981, non si salvarono 541 abitanti e infine a Monterosso Almo perirono 232 su 2340 persone.<br />
La &quot;dolorosa tragedia&quot; fu una pagina di vita che non si esaur&igrave; in quella notte.<br />
Non a caso Johann Wolfgang Goethe scrisse che l&#8217;immagine dell&#8217;anima la si trova soprattutto nell&#8217;arte della Sicilia, e fu questa la radice del suo innamoramento per la Sicilia. <br />
L&#8217;anima degli iblei la si ritrova nelle volumetrie, nelle architetture e negli stili delle citt&agrave; barocche. <br />
E anche il ricordo di quella notte &egrave; racchiuso nella splendida opulenza delle decorazioni.<br />
Esso &egrave; lo spirito della profondit&agrave; degli uomini, colpiti da un evento che in pochi minuti cancell&ograve; tanti segni delle civilt&agrave; millenarie.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Le origini della città</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:12:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le origini della citt&#224; di Palermo. Il primo nucleo della citt&#224; fu fondato intorno all&#8217;VIII &#8211; VII secolo avanti Cristo sul promontorio di roccia che si affacciava sul mare, al centro della Conca d&#8217;Oro. L&#8217;altura era fiancheggiata da due corsi d&#8217;acqua, il torrente Papireto a settentrione e il Kemonia a meridione. La struttura urbana era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini della citt&agrave; di <a href="http://www.zerodelta.net/palermo.php">Palermo</a>.<br />
Il primo nucleo della citt&agrave; fu fondato intorno all&#8217;VIII &#8211; VII secolo avanti Cristo sul promontorio di roccia che si affacciava sul mare, al centro della Conca d&#8217;Oro. <br />
L&#8217;altura era fiancheggiata da due corsi d&#8217;acqua, il torrente Papireto a settentrione e il Kemonia a meridione.<br />
La struttura urbana era formata da un nucleo pi&ugrave; antico, Paleopoli, e da un impianto pi&ugrave; recente, (V secolo avanti Cristo) la Neapoli. <br />
Proprio la posizione favorevole all&#8217;attracco valse alla citt&agrave; il nome greco di Panormos, &quot;tutto porto&quot;.<br />
La citt&agrave; era cinta da possenti mura, lungo le mura si aprivano quattro porte, una per ogni fronte.<br />
La Paleopoli aveva funzioni direzionali e vi erano impiantati edifici pubblici, nella Neapoli invece si estendeva un fitto tessuto edilizio . La citt&agrave; contava oltre 30 mila abitanti.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il Gran Camposanto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:28:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In seguito ad una epidemia di colera, nel 1854 veniva bandito un concorso per edificare un cimitero per la citt&#224; di Messina. I lavori iniziarono nel 1865 in coincidenza con la legge sanitaria relativa alla costruzione dei cimiteri nel Regno d?Italia. Questa legge vietava, per motivi di ordine igienico, la tumulazione nelle chiese ed una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito ad una epidemia di colera, nel 1854 veniva bandito un concorso per edificare un cimitero per la citt&agrave; di <a href="http://www.zerodelta.net/messina.php">Messina</a>. I lavori iniziarono nel 1865 in coincidenza con la legge sanitaria relativa alla costruzione dei cimiteri nel Regno d?Italia.<br />
Questa legge vietava, per motivi di ordine igienico, la tumulazione nelle chiese ed una distanza del sito di almeno duecento metri dal centro abitato. <br />
In seguito alla morte avvenuta nel 1885 dell&#8217;architetto Leone Savoia (vincitore del concorso nel 1854) e anche a causa degli eccessivi costi per la realizzazione di un?opera ambiziosa, il cuore monumentale del Gran Camposanto rimase e rimane tutt?ora incompiuto. <br />
Dal punta di vista artistico, l&#8217;opera si distingue per la grande diversit&agrave; di stili presenti nei monumenti funerari: il neoclassico delle prime opere, il neogotico delle tombe dalle bianche guglie (chiesette gotiche in miniatura), le sculture liberty, in bronzo o in marmo. <br />
Entrando dall?ingresso principale, si incontrano sia monumenti di personaggi illustri per meriti culturali, scientifici o militari ma anche lapidi per ricordare le vittime del terremoto del 1908.<br />
Il Famedio rappresenta il cuore strutturale del Gran Camposanto di Messina. <br />
Esso sorge nella sezione centrale del declivio collinare che dall?ingresso principale conduce poi alla parte pi&ugrave; alta del cimitero chiamata Cenobio.<br />
Da qui si prosegue fino all?imponente Galleria Monumentale la quale, per mancanza di fondi, non fu mai terminata. <br />
I sotterranei, scavati lungo l?asse della Galleria Monumentale, si snodano con un lunghissimo percorso ad &quot;L&quot;. <br />
Continuando a salire lungo la collina, si arriva alla Spianata, la parte pi&ugrave; alta del cimitero. <br />
Su di essa sorge la chiesa di stile gotico chiamata Cenobio, inizialmente residenza del Cappellano del cimitero.<br />
Il Cenobio, che &egrave; circondato da preziosi monumenti di arte funeraria, &egrave; considerato un? opera di accademia neogotica di prevalente ispirazione inglese.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Paolo Vetri</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 09:58:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Storico ed affreschista, nasce ad Enna nel 1826. E&#8217; stato Segretario e bibliotecario comunale. Ha studiato attentamente le fonti classiche scrivendo: &#34;La storia di Enna&#34; in due volumi. Ha mostrato una precoce tendenza al disegno, e a soli dodici anni ottenne una borsa di studio. Tra i disegni giovanili i pi&#249; importanti sono: &#34;Studio dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Storico ed affreschista, nasce ad <a href="http://www.zerodelta.net/enna.php">Enna</a> nel 1826. <br />
E&#8217; stato Segretario e bibliotecario comunale. Ha studiato attentamente le fonti classiche scrivendo: &quot;La storia di Enna&quot; in due volumi.<br />
Ha mostrato una precoce tendenza al disegno, e a soli dodici anni ottenne una borsa di studio. <br />
Tra i disegni giovanili i pi&ugrave; importanti sono: &quot;Studio dal nudo&quot;, &quot;Una mezza figura&quot;. <br />
Numerosa la sua produzione artistica, si &egrave; dedicato per lo pi&ugrave; a ritratti di donne, ha affrescato numerose ville di Palermo e Napoli; al Museo Alessi &egrave; conservato il bozzetto raffigurante l&#8217;Incoronazione della Vergine, preparato da Vetri, per affrescare il Duomo di Enna (sogno mai realizzato).<br />
&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;elefante di lava, il Liotru</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 08:27:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Molti catanesi, vedendo in piazza del Duomo la statua dell&#8217;elefante, simbolo della loro citt&#224; si saranno chiesti quali possano essere le origini di questo pachiderma che a Catania viene chiamato &#34;Liotru&#34;. Secondo la tradizione si tratta di un simulacro che, in tempi pagani, era posto dentro un tempio dove si praticavano riti di estrazione orientale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti catanesi, vedendo in piazza del Duomo la statua dell&#8217;elefante, simbolo della loro citt&agrave; si saranno chiesti quali possano essere le origini di questo pachiderma che a <a href="http://www.zerodelta.net/catania.php">Catania </a>viene chiamato &quot;Liotru&quot;. <br />
Secondo la tradizione si tratta di un simulacro che, in tempi pagani, era posto dentro un tempio dove si praticavano riti di estrazione orientale. <br />
In et&agrave; cristiana la statua perdette la sua sacralit&agrave; e fu relegata al di fuori delle mura della citt&agrave;. <br />
Nel VIII secolo dopo Cristo Eliodoro, ultimo rappresentante della cultura pagana, fece di tutto affinch&egrave; il vetusto monumento, fatto in pietra lavica, tornasse al suo splendore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una passeggiata per la città</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:13:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Passeggiando per la piazza della citta&#8217;, si puo&#8217; notare al centro la Fontana del Tritone, un gruppo bronzeo rappresentante un cavallo trattenuto da un tritone insidiato da due mostri. Sulla piazza si elevano due edifici monumentali, il piu&#8217; importante dei quali e&#8217; la Cattedrale, eretta tra il 1570 e il 1662, e dedicata a Santa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passeggiando per la piazza della citta&#8217;, si puo&#8217; notare al centro la Fontana del Tritone, un gruppo bronzeo rappresentante un cavallo trattenuto da un tritone insidiato da due mostri. Sulla piazza si elevano due edifici monumentali, il piu&#8217; importante dei quali e&#8217; la Cattedrale, eretta tra il 1570 e il 1662, e dedicata a Santa Maria la Nova e a San Michele. Di fronte alla Cattedrale si innalza la chiesa di San Sebastiano, sorta secondo la tradizione nel &#8217;500, come omaggio della popolazione al Santo per la liberazione della citta&#8217; dalla peste.<br />
Inoltre, sempre nella piazza, si trova il palazzo del &quot;Municipio&quot;, e sul lato sinistro di quest&#8217;ultimo si erge il Palazzo Moncada, costruito tra il 1635 ed il 1638 per conto di Don Luigi Guglielmo Moncada, conte di <a href="http://www.zerodelta.net/caltanissetta.php">Caltanissetta</a>. Su un&#8217;alta rupe si possono vedere i ruderi del castello di Pietrarossa, di origine araba, unico della zona interna della Sicilia ad essere inserito nel tessuto urbano. <br />
In passato il castello dominava,insieme con le sue tre torri, tutta la citta&#8217; sottostante e la vallata fino al fiume Salso. Annessa al castello e&#8217; la chiesa di S. Maria degli Angeli, costruito nel XIII secolo. <br />
Sul Monte S. Giuliano si innalza un monumento al Redentore, e da qui e&#8217; possibile godere di una vasta veduta panoramica che va dall&#8217;Etna alle Madonie. Qui, nella stagione calda, quando le alte temperature estive rendono faticosa la giornata, gli abitanti di Caltanissetta trovano spesso ristoro tra le angurie, i luppini e le gazzose di Zia Pina, autentica istituzione nissena che da anni allieta le serate dei nisseni. <br />
Alle pendici di Monte S. Giuliano si puo&#8217; visitare l&#8217;Abbazia di Santo Spirito che, fondata dal conte normanno Ruggero in stile paleo-cristiana, costituisce una delle piu&#8217; antiche chiese del nisseno.<br />
Il Museo Civico custodisce invece il patrimonio archeologico ritrovato sul monte Sabucina, scelto dagli antichi come dimora per la sua posizione strategica e di difesa.</p>
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