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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Sardegna</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>I tesori dei fondali sardi</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 22:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#34;Loredan&#34;, &#34;Entella&#34;, &#34;Isonzo&#34;, &#34;Romagna&#34;. Alla stragrande maggioranza questi nomi non dicono nulla, solo per i fortunati sopravvissuti e i testimoni oculari hanno un significato che vale il ricordo di momenti drammatici. Hanno quasi l&#39;aspetto di imponenti sculture quelle navi che da anni giacciono silenziose in fondo al mare del golfo di Cagliari. I fondali trasparenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Loredan&quot;, &quot;Entella&quot;, &quot;Isonzo&quot;, &quot;Romagna&quot;. Alla stragrande maggioranza questi nomi non dicono nulla, solo per i fortunati sopravvissuti e i testimoni oculari hanno un significato che vale il ricordo di momenti drammatici. Hanno quasi l&#39;aspetto di imponenti sculture quelle navi che da anni giacciono silenziose in fondo al mare del golfo di <a href="http://www.cagliarixnoi.it/">Cagliari</a>. I fondali trasparenti e cristallini che circondano la Sardegna sembrano un gigantesco &quot;museo a mare aperto&quot; dove si pu&ograve; rivisitare, in un certo senso, la storia della marina. Per lo pi&ugrave; si tratta di relitti moderni affondati durante la seconda guerra mondiale, dal sottomarino inglese &quot;Safari&quot; che, tra aprile e luglio del 1943, oper&ograve; come un corsaro, infliggendo gravi perdite alla Marina Militare Italiana e alle navi dell&#39;Asse. Cos&igrave;, nel diario di bordo redatto dal comandante del sommergibile, il Tenente Lakin descrive il drammatico affondamento delle navi italiane. &quot;10 aprile 1943, il convoglio procede ad un&#39;andatura di 7 nodi. Ore 17,19 lanciato il primo siluro sulla prua della nave cisterna. Ore 17,19 e 43 secondi secondo siluro. Ore 17,19 e 55 secondi terzo siluro all&#39;altezza della pancia della nave.&quot; All&#39;altezza di Torre delle Stelle tutte e tre le navi, l&#39;Isonzo, il Loredan e l&#39;Entella, furono affondate. Il relitto di quest&#39;ultima pu&ograve; essere visitato anche perch&eacute; adagiato a non pi&ugrave; di dieci metri di profondit&agrave;. Gli altri invece sono meta di impegnative e affascinanti immersioni subacquee perch&eacute; poggiate su un fondale compreso tra i cinquanta e i settanta metri. Oggi, quelle lamiere contorte e arrugginite, sono popolate da alghe, organismi marini e miriadi di pesci che sembra abbiano ritrovato col tempo un loro nuovo habitat e cancellato quella traccia carica di dolore.</p>
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		<title>Le più antiche tracce umane</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 11:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le pi&#249; antiche tracce del popolamento umano della Sardegna furono individuate una ventina di anni orsono nella valle e nei terrazzi del Rio Altana nella regione dell&#8217;Anglona vicino a Sassari, tra Perfugas e Laerru. Per le loro caratteristiche tecnologiche, gli strumenti in selce recuperati in questa regione, grattatoi e schegge con incavi clactoniani, lame e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le pi&ugrave; antiche tracce del popolamento umano della Sardegna furono individuate una ventina di anni orsono nella valle e nei terrazzi del Rio Altana nella regione dell&#8217;Anglona vicino a <a href="http://www.zerodelta.net/sassari.php">Sassari</a>, tra Perfugas e Laerru. Per le loro caratteristiche tecnologiche, gli strumenti in selce recuperati in questa regione, grattatoi e schegge con incavi clactoniani, lame e raschiatoi tayaziani, vennero fatti risalire a due distinte fasi del Paleolitico inferiore e riconducibili rispettivamente a circa 500.000-450.000 e a circa 200-150.000 anni fa. <br />
Al sito di Codrovulos, sulla terrazza soprastante il Rio Altana, fu attribuito anche il pi&ugrave; antico laboratorio di manufatti in selce dell&#8217;isola. Industrie prodotte in tecnica clactoniana risultarono attestate anche nella zona del Campidano tra Uras, Mogoro e Sardara.<br />
La somiglianza dei manufatti dell&#8217;Anglona con altri coevi di Toscana, Lazio e Abruzzi fece supporre primordiali relazioni dei primi abitanti dell&#8217;isola con gruppi umani delle coste tirreniche dell&#8217;Italia centrale che, a quei tempi, doveva formare con la Corsica e la Sardegna un&#8217;unica terra, &quot;La Tirrenide&quot;, o al massimo essere separata da uno stretto braccio di mare, superabile con zattere e tronchi cavi.<br />
Diversamente altre teorie individuarono nel versante costiero ligure-provenzale la terra che in quei tempi era la pi&ugrave; vicina fisicamente e culturalmente all&#8217;isola. <br />
Finora mancano in Sardegna le tracce di artefatti del paleolitico medio, pertinenti ai tempi in cui, tra 120.000 e 40.000 anni fa, all&#8217;homo herectus del Paleolitico inferiore, succedette in Europa l&#8217;homo sapiens neanderthalensis, gi&agrave; consapevole dei problemi esistenziali e vicino a noi per doti intellettive.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>La festa del Redentore</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[festa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Festa del Redentore si svolge a Nuoro l&#8217;ultima settimana di agosto. E&#8217; una fra le pi&#249; importanti sagre della Sardegna, alla quale partecipano ogni anno migliaia di persone vestite nei tradizionali costumi dell&#8217;isola. Nelle celebrazioni si mischiano riti religiosi e folkloristici. Il momento pi&#249; importante e suggestivo &#232; la processione: parte dalla cattedrale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Festa del Redentore si svolge a <a href="http://www.zerodelta.net/nuoro.php">Nuoro</a> l&#8217;ultima settimana di agosto. E&#8217; una fra le pi&ugrave; importanti sagre della Sardegna, alla quale partecipano ogni anno migliaia di persone vestite nei tradizionali costumi dell&#8217;isola. <br />
Nelle celebrazioni si mischiano riti religiosi e folkloristici. <br />
Il momento pi&ugrave; importante e suggestivo &egrave; la processione: parte dalla cattedrale e raggiunge la Statua del Cristo Redentore, situato sul Monte Ortobene.<br />
La Statua del Redentore &egrave; un&#8217;opera in bronzo alta 7 metri realizzata dallo scultore Vincenzo Ierace e fu disposta sulla cima dell&#8217;Ortobene nel 1901 quando, in occasione dei festeggiamenti per i 19 secoli del Cristianesimo, ne vennero disposte altrettante su importanti monti della penisola italiana. Da allora ebbe inizio l&#8217;omonima festa.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Leonardo de Alagòn</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 09:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Leonardo de Alag&#242;n subentr&#242; allo zio Salvatore Cubello alla guida del marchesato di Oristano. Alla successione si oppose il vicer&#232; del regno di Sardegna Nicol&#242; Carr&#242;s d&#8217;Arborea, il quale tent&#242; di impossessarsi del patrimonio della dinastia Cubello, territoriale e patrimoniale. Leonardo de Alag&#242;n guid&#242; alla rivolta gli Oristanesi &#34;non contro il re, ma contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo de Alag&ograve;n subentr&ograve; allo zio Salvatore Cubello alla guida del marchesato di <a href="http://www.zerodelta.net/oristano.php">Oristano</a>. <br />
Alla successione si oppose il vicer&egrave; del regno di Sardegna Nicol&ograve; Carr&ograve;s d&#8217;Arborea, il quale tent&ograve; di impossessarsi del patrimonio della dinastia Cubello, territoriale e patrimoniale. <br />
Leonardo de Alag&ograve;n guid&ograve; alla rivolta gli Oristanesi &quot;non contro il re, ma contro il vicer&eacute;&quot;. <br />
Sconfisse il 14 aprile 1470 le truppe aragonaesi ad Uras, poi si rimise al giudicato del re, il quale impegnato nella guerra civile in Spagna, lo nomin&ograve; marchese di Oristano. <br />
Da allora Leonardo de Alag&ograve;n &egrave; considerato un difensore dei Sardi e dei loro diritti.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Soprannomi in dialetto</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 11:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[allumingiu]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La loro memoria strappa ancora il sorriso. Singolari, eccentrici, bizzarri un po&#8217; &#34;matti&#34;. Chi ha superato gli &#34;anta&#34; li ricorda con simpatia, anche perch&#233; a modo loro erano personaggi, protagonisti di una Cagliari che nel quartiere di Castello aveva il suo fulcro vitale. Nobili, popolani, ognuno aveva il suo &#34;allumingiu&#34; (soprannome),che aveva quasi pi&#249; valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La loro memoria strappa ancora il sorriso. Singolari, eccentrici, bizzarri un po&#8217; &quot;matti&quot;. <br />
Chi ha superato gli &quot;anta&quot; li ricorda con simpatia, anche perch&eacute; a modo loro erano personaggi, protagonisti di una <a href="http://www.zerodelta.net/cagliari.php">Cagliari </a>che nel quartiere di Castello aveva il suo fulcro vitale. Nobili, popolani, ognuno aveva il suo &quot;allumingiu&quot; (soprannome),che aveva quasi pi&ugrave; valore del nome di battesimo.<br />
Bastavano una sventurata malformazione fisica, un particolare vezzo o tic nervoso a far scatenare la fantasia dei cagliaritani. Come non ricordare &quot;Alfredo Conch&#8217;e bagna&quot; (testa di sugo), per via dei suoi capelli rossi color sugo, quello che andava a vestire i morti sbronzo e si presentava giulivo come una pasqua di fronte ai parenti del defunto. <br />
Oppure il lattaio di vico Genovesi, Giorgio &quot;Spollincu&quot; (nudo), che se lo si chiamava cos&igrave; rispondeva stizzito &quot;&egrave; berus, mi seu spollau cun sorri tua&quot; (&egrave; vero, mi sono spogliato con tua sorella). <br />
E guai a non dare l&#8217;elemosina a &quot;Ciondolino&quot; una simpatica mendicante che chiedeva &quot;Comporai sa maginedda cun Ges&ugrave; Cristu a part&#8217;e ananti e sa Madonna a part&#8217;e palasa&quot; (comprate l&#8217;immaginetta con Ges&ugrave; davanti e la Madonna sul retro). <br />
Un altro ancora a causa della poliomielite era costretto a camminare a saltelli e per questa sua disgraziata sventura si becc&ograve; &quot;s&#8217;allumingiu&quot; di &quot;Macchin&#8217;e scriri&quot;, perch&eacute; questo suo camminare cadenzato ricordava il battito della tastiera della macchina da scrivere.<br />
&nbsp;</p>
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