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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Piemonte</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Magia nera: piazza Statuto</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 10:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La &#34;Torino nera&#34; naturalmente &#232; la Torino orientata ad ovest, l&#224; dove tramonta il sole, il luogo dell&#8217;oscurit&#224;, della morte. L&#8217;Occidente &#232; da sempre legato al Male, basti pensare alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre: i due peccatori vengono spinti dall&#8217;est per eccellenza a peregrinare verso ovest. L&#8217;Ovest della Torino antica corrispondeva con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La &quot;<a href="http://www.zerodelta.net/torino.php">Torino</a> nera&quot; naturalmente &egrave; la Torino orientata ad ovest, l&agrave; dove tramonta il sole, il luogo dell&#8217;oscurit&agrave;, della morte. L&#8217;Occidente &egrave; da sempre legato al Male, basti pensare alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre: i due peccatori vengono spinti dall&#8217;est per eccellenza a peregrinare verso ovest. L&#8217;Ovest della Torino antica corrispondeva con l&#8217;odierna piazza Statuto e la &quot;valle degli uccisi&quot; (tra gli odierni corso Valdocco e appunto il Rond&ograve; della Forca). <br />
Scavi recenti hanno riportato alla luce proprio qui ossa di giovani corpi: qualcuno mormor&ograve; di antichi sacrifici umani a cui non raramente ricorrevano i Celti. <br />
Del resto anche il moderno monumento al traforo del Frejus con i suoi corpi bianchi riversi sul monte nero &egrave; di aspetto sinistro e nel suo contrasto di colori rivela ancora una volta la dualit&agrave; magica di Torino. <br />
La stessa simbologia della scultura &egrave; alquanto strana: l&#8217;angelo che sovrasta il monumento dovrebbe rappresentare la scienza che trionfa sui titani, ma da quando un angelo rappresenta il raziocinio e la ragione? Se il Bene e il Male si richiamano e si rincorrono, anche la Ragione e l&#8217;Irrazionale si incontrano e si fondono in questa piazza. <br />
A pochi metri dal monumento dei caduti del Frejus, in direzione corso Francia, si erge una stele, eretta a ricordo di Giovanni Battista Beccaria. <br />
La piccola stele segna il 45&deg; parallelo che passa per Torino e ha il suo omologo a Rivoli. Eretta a testimonianza della facolt&agrave; del&#8217;uomo di misurare la Terra e prenderne possesso, &egrave; circondata da un doppio cerchio di alberi sfasati.<br />
Strana disposizione ma solo in apparenza. Questo &egrave; un &quot;ring&quot;, un anello celtico, rafforzato e raddoppiato dalla forza energetica degli alberi. <br />
Chiunque entri in quel cerchio sente di colpo l&#8217;atmosfera cambiare e il rumore assordante del traffico affievolirsi improvvisamente: l&#8217;aria sembra farsi pesante e immobile, mentre si sfumano i confini fra Ragione e Irrazionalit&agrave;.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Biella e l&#8217;invenzione della Vespa</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 12:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Enrico Piaggio, a capo dell&#8217;azienda nei duri anni della guerra, decide di costruire un veicolo per il trasporto di massa. 
Trasferisce gli stabilimenti Piaggio da Pontedera a Biella, dove nel 1943-44 prende forma un progetto dell&#8217;ingegner Renzo Spolti, siglato MP5 (Moto Piaggio 5), ma ribattezzato &#34;Paperino&#34; dagli operai. 
Ne vengono costruiti un centinaio di esemplari, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Piaggio, a capo dell&#8217;azienda nei duri anni della guerra, decide di costruire un veicolo per il trasporto di massa. <br />
Trasferisce gli stabilimenti Piaggio da Pontedera a <a href="http://www.zerodelta.net/biella.php">Biella</a>, dove nel 1943-44 prende forma un progetto dell&#8217;ingegner Renzo Spolti, siglato MP5 (Moto Piaggio 5), ma ribattezzato &quot;Paperino&quot; dagli operai. <br />
Ne vengono costruiti un centinaio di esemplari, oggi rarissimi.<br />
L&#8217;anno seguente sempre a Biella prender&agrave; forma il progetto di Corradino D&#8217;Ascanio, l&#8217;MP6, il primo prototipo di Vespa.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il periodo francese di Alessandria</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 16:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo la vittoria di Marengo, Napoleone decise di fare di Alessandria una delle trenta &#34;bonnes villes&#34; dell&#8217;Impero. Questo titolo, che esisteva gi&#224; all&#8217;epoca della monarchia per onorare le pi&#249; importanti citt&#224; del regno, fu recuperarto da Napoleone che aggiunse alla vecchia lista alcune citt&#224; del suo nuovo impero. Alessandria, per la sua vicinanaza a Marengo, fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la vittoria di Marengo, Napoleone decise di fare di Alessandria una delle trenta &quot;bonnes villes&quot; dell&#8217;Impero. Questo titolo, che esisteva gi&agrave; all&#8217;epoca della monarchia per onorare le pi&ugrave; importanti citt&agrave; del regno, fu recuperarto da Napoleone che aggiunse alla vecchia lista alcune citt&agrave; del suo nuovo impero. <a href="http://www.zerodelta.net/alessandria.php">Alessandria</a>, per la sua vicinanaza a Marengo, fu annoverata fra le citt&agrave; predilette e costretta a modificare il suo blasone, aggiungendovi tre api d&#8217;oro e due M a ricordo della vittoria francese di Marengo. Alessandria venne nominata sede della Prefettura che trov&ograve; la sua collocazione nello storico palazzo Cuttica di Cassine, servito inizialmente come dimora dei generali napoleonici Chasseloup e Despinois. La citt&agrave; conobbe in questi anni una notevole trasformazione ed espansione edilizia. L&#8217;ampia piazza della Libert&agrave;, ancora oggi cuore della citt&agrave;, deve la sua attuale sistemazione all&#8217;abbattimento dell&#8217;antico duomo, voluto da Napoleone nel 1803 per far posto a una vasta piazza d&#8217;Armi. Il periodo napoleonico ebbe durata molto breve: gi&agrave; nel 1814 gli austriaci si impadronirono nuovamente di Alessandria. Dopo il fortunato intermezzo francese, si stava preparando per la citt&agrave; uno dei periodi pi&ugrave; oscuri della sua storia, segnato dai moti insurrezionali del 1821 e dalla cospirazione mazziniana del 1833.</p>
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