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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Marche</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>La perla del Rinascimento: Urbino</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 12:14:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Uno dei gioielli di Urbino &#232; il suo Palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro, con le sue stanze riccamente decorate ed il magnifico cortile, &#232; un esempio mirabile di architettura del tempo ed ospita ancora oggi la Galleria Nazionale delle Marche.</p> <p>Federico da Montefeltro, per decorare il Palazzo, chiam&#242; a se tutti gli artisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="Affresco Urbino" height="224" hspace="5" src="http://www.ciponci.org/wp-content/uploads/image/raffaello-urbino.jpg" vspace="5" width="300" />Uno dei gioielli di Urbino &egrave; il suo Palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro, con le sue stanze riccamente decorate ed il magnifico cortile, &egrave; un esempio mirabile di architettura del tempo ed ospita ancora oggi la Galleria Nazionale delle Marche.</p>
<p>Federico da Montefeltro, per decorare <a href="http://www.pesaro-urbino.org/monumenti_luoghi_e_palazzi+palazzo-ducale_urbino.php">il Palazzo</a>, chiam&ograve; a se tutti gli artisti migliori di un tempo: Piero della Francesca, Luciano Laurana, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini. Non bisogna dimenticare che, inoltre, in questo ambiente artisticamente ricco di stimoli e vivacit&agrave;, hanno mosso i primi passi artisti del calibro di Raffaello e Bramante.</p>
<p>La Galleria Nazionale delle Marche &egrave;, com&#39;era prevedibile da questa introduzione, il pi&ugrave; importante museo cittadino ed al suo interno custodisce opere che vanno dal Trecento al Seicento, nonch&eacute; grandi capolavori rinascimentali come: la Flagellazione di Piero della Francesca, la Muta di Raffaello, ma anche opere di Tiziano, Luca Signorotti, Francesco Barocci</p>
<p><a href="http://www.pesaroeurbino.org/urbino.php">Urbino</a> possiede una lunga tradizione di artigianato artistico: in passato sono stati famosi i suoi orafi, ceramisti, pittori, basti pensare a Raffaello. Ancora oggi, nelle piccole vie del centro storico di Urbino, vi sono numerose botteghe ed officine artigianali che ancora oggi utilizzano antiche tecniche per creare splendidi oggetti che &egrave; possibile acquistare.</p>
<p>Una vasta raccolta di opere a carattere religioso &egrave; esposta al museo diocesano &ldquo;Albani&rdquo;, dove accanto ad antichi dipinti si possono ammirare capolavori di oreficeria, porcellane, paramenti sacri, codici miniati.</p>
<p>La <a href="http://www.pesaro-urbino.org/musei+casa-natale-di-raffaello_urbino.php">casa natale di Raffaello</a> custodisce al suo interno un affresco attribuito al pittore, nonch&eacute; numerose opere d&#39;arte tra cui copie di suoi dipinti, bozzetti ed omaggi di altri artisti al Pittore.</p>
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		<title>Urbino e la Chiesa</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 23:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 733 discese in Italia Carlo Magno che, dopo aver distrutto il regno longobardo, fece la celebre donazione con la quale anche Urbino fu assegnata alla Chiesa. A quell&#39;epoca la citt&#224; ara una importante sede vescovile: la costituzione della diocesi infatti risale al 313 ed ebbe in Evandro il suo primo Vescovo; le notizie sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 733 discese in Italia Carlo Magno che, dopo aver distrutto il regno longobardo, fece la celebre donazione con la quale anche <a href="http://www.pesaro-urbino.org/">Urbino </a>fu assegnata alla Chiesa. A quell&#39;epoca la citt&agrave; ara una importante sede vescovile: la costituzione della diocesi infatti risale al 313 ed ebbe in Evandro il suo primo Vescovo; le notizie sulla Chiesa locale sono tuttavia, per alcuni secoli, alquanto frammentarie, Dal 1056 al 1088 alla guida della diocesi troviamo il Beato Mainardo che fu amico di San Pier Damiani con il quale collabor&ograve; per la riforma della Chiesa e del Clero.</p>
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		<title>La rocca Costanza</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La rocca Costanza di Pesaro &#232; catalogabile come modello di &#34;rocca di pianura&#34; rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d&#8217;apparati a sporgere, forse demoliti in epoca borgesca. La Rocca Costanza, con la sua indubbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rocca Costanza di<a href="http://www.zerodelta.net/pesaro_urbino.php"> Pesaro</a> &egrave; catalogabile come modello di &quot;rocca di pianura&quot; rinascimentale a pianta quadrata orientata sui quattro punti cardinali con torrioni cilindrici ai vertici, scarpati e spartiti da toro lapideo come le stesse cortine, ma parimenti mancanti d&#8217;apparati a sporgere, forse demoliti in epoca borgesca. <br />
La Rocca Costanza, con la sua indubbia prevalenza formale, si configura come il primo e pi&ugrave; significativo manufatto fortificatorio marchigiano nell&#8217;ambito del tipo della rocca di pianura a quadrilatero con torrioni cilindrici angolari, che tanta fortuna avr&agrave; nello scacchiere Riario-sforzesco in Emilia Romagna e nelle Marche con l&#8217;ep&igrave;gona rocca a Senigallia. <br />
Nonostante le ristrutturazioni e la perdita dell&#8217;originaria configurazione quattrocentesca, quella pesarese, anche per precocit&agrave;, assume quindi una rilevanza tipologica di livello nazionale che, tramite i disegni di Leonardo, giunger&agrave; sino in Francia, a configurare il castello di Chambord presso Amboise, nel 1518.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Un &#8220;fai da te&#8221; chirurgico a Macerata nel 1324</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 12:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel quartiere S. Salvatore a Macerata, Francesco di Andriolo, sostituto notaio di camera al seguito del rettore della Marca, Amelio da Lautrec, ebbe una rissa con suo fratello Napoleone. La rissa degener&#242; e Napoleone, dopo aver aggredito ed offeso il fratello, con un preciso colpo di spada gli amput&#242; completamente il pollice della mano. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quartiere S. Salvatore a <a href="http://www.zerodelta.net/macerata.php">Macerata</a>, Francesco di Andriolo, sostituto notaio di camera al seguito del rettore della Marca, Amelio da Lautrec, ebbe una rissa con suo fratello Napoleone. <br />
La rissa degener&ograve; e Napoleone, dopo aver aggredito ed offeso il fratello, con un preciso colpo di spada gli amput&ograve; completamente il pollice della mano. Non ancora contento raccolse da terra il pollice e lo lanci&ograve; lontano una decina di metri.<br />
Francesco cerc&ograve; il dito e chiese alla gente di andare a prendere un ago con del filo. <br />
Ottenutolo e ritrovato il dito, lo ricolloc&ograve; al suo posto e mise due punti di sutura provvisori. <br />
Tornato alla sua abitazione, prese di nuovo un ago e un fili di seta e complet&ograve; l&#8217;opera con quaranta punti. Si rivolse al medico affinch&eacute; lo curasse convenientemente. <br />
Francesco, visto che la medicina e il medico consultato nulla potevano, tent&ograve; con i trattamenti spirituali. <br />
Cos&igrave; fece un voto al frate Nicola da Tolentino, morto da pochi anni e amato nella zona, promettendo di portare una mano di cera, del peso di una libbra, a Tolentino presso la sua tomba, se questi lo avesse guarito. <br />
Dopo quattro giorni il pollice era dessiccatus fino all&#8217;osso, cadde l&#8217;unghia e si gonfi&ograve; tutta la mano ed il braccio fino alla scapola. <br />
Ma dopo quindici giorni era completamente guarito e l&#8217;anno successivo, Francesco, pot&eacute; mostrare il suo pollice perfettamente funzionante e cicatrizzato ai giudici del tribunale, che dibattevano la causa per la beatificazione di frate Nicola. <br />
Insomma o aveva funzionato l&#8217;autoinnesto o il voto a San Nicola &#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Capitale dei Piceni</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 09:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La popolazione dei Piceni, o Picenti, comincia a riconoscersi, in maniera distinta, durante il periodo dell&#8217;Et&#224; del Ferro. Essa controllava la vasta area del Medio Adriatico tra Marche e Abruzzo a partire dal IX secolo a.C. fino all&#8217;intervento espansionistico romano. Gli studi pi&#249; recenti non fanno pi&#249; riferimento a spostamenti in massa di popolazioni vicine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione dei Piceni, o Picenti, comincia a riconoscersi, in maniera distinta, durante il periodo dell&#8217;Et&agrave; del Ferro. <br />
Essa controllava la vasta area del Medio Adriatico tra Marche e Abruzzo a partire dal IX secolo a.C. fino all&#8217;intervento espansionistico romano. Gli studi pi&ugrave; recenti non fanno pi&ugrave; riferimento a spostamenti in massa di popolazioni vicine, ma ad una fusione di diverse provenienze e culture che, molto lentamente, hanno dato vita alla popolazione autoctona dei <a href="http://www.zerodelta.net/ascoli_piceno.php">Piceni, con Ascoli </a>capitale.<br />
La volont&agrave; dei romani di assoggettare quest&#8217;area provoc&ograve; nel 269 a.C. la ribellione di Ascoli che riusc&igrave;, nonostante le disfatte, a conservare una sua indipendenza come civitas foederata. Esistono diverse teorie sull&#8217;origine del nome della citt&agrave;. <br />
Secondo il poeta latino Silio Italico, i Pelasgi &#8211; popolazione greca &#8211; guidati dal re Aesis, risalirono la costa dell&#8217;Adriatico e si fusero con i popoli presenti nel territorio piceno, insediandosi sul colle dell&#8217;Annunziata detto tuttora colle Pelasgico. Dalla radice as del mitico re si potrebbero spiegare toponimi quali Ascoli, Aso, lesi. <br />
Secondo una versione riportata da Strabone e da Plinio il Giovane, delle genti sabine sarebbero arrivate in questo territorio in seguito ad una migrazione rituale detta primavera sacra. <br />
In questo viaggio, esse sarebbero state guidate da un picchio &#8211; uccello sacro a Marte &#8211; oppure da Pico, mitico re figlio di Saturno; da qui il nome Piceno.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Le origini: Greci e Piceni</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 09:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;etimologia del nome della citt&#224;, Ank&#242;n, rivela da un lato le sue origini greche, dall&#8217;altro la stretta relazione tra la citt&#224; e il suo sito. Ancona significa &#34;gomito&#34; e richiama immediatamente il diverso orientamento della costa a nord e a sud del colle Guasco. Il promontorio segnava, infatti, il brusco cambiamento di rotta per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;etimologia del nome della citt&agrave;, Ank&ograve;n, rivela da un lato le sue origini greche, dall&#8217;altro la stretta relazione tra la citt&agrave; e il suo sito. <a href="http://www.zerodelta.net/ancona.php">Ancona</a> significa &quot;gomito&quot; e richiama immediatamente il diverso orientamento della costa a nord e a sud del colle Guasco. <br />
Il promontorio segnava, infatti, il brusco cambiamento di rotta per i naviganti. Prima dell&#8217;affermazione della citt&agrave; portuale, il luogo era noto come semplice attracco e, soprattutto, come punto di riferimento nautico. <br />
L&#8217;attracco, situato alle pendici del colle Guasco, era stato realizzato dalle colonie siracusane; pi&ugrave; all&#8217;interno, sul colle Cardeto, gli scavi archeologici hanno messo in luce la presenza di un insediamento piceno. <br />
Solo nel IV secolo, quando Ancona si afferm&ograve; come porto, il villaggio piceno entr&ograve; nell&#8217;orbita della citt&agrave; greca. <br />
La favorevole ubicazione nel mezzo dell&#8217;Adriatico le consent&igrave; di affermarsi presto come importante nodo commerciale, con rapporti in tutto il Mediterraneo orientale.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Le origini di Ancona</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ancora]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;etimologia del nome della citt&#224;, Ank&#242;n, rivela da un lato le sue origini greche, dall&#8217;altro la stretta relazione tra la citt&#224; e il suo sito. Ancona significa &#34;gomito&#34; e richiama immediatamente il diverso orientamento della costa a nord e a sud del colle Guasco. Il promontorio segnava, infatti, il brusco cambiamento di rotta per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;etimologia del nome della citt&agrave;, Ank&ograve;n, rivela da un lato le sue origini greche, dall&#8217;altro la stretta relazione tra la citt&agrave; e il suo sito. <a href="http://www.zerodelta.net/ancona.php">Ancona</a> significa &quot;gomito&quot; e richiama immediatamente il diverso orientamento della costa a nord e a sud del colle Guasco. Il promontorio segnava, infatti, il brusco cambiamento di rotta per i naviganti. Prima dell&#8217;affermazione della citt&agrave; portuale, il luogo era noto come semplice attracco e, soprattutto, come punto di riferimento nautico. L&#8217;attracco, situato alle pendici del colle Guasco, era stato realizzato dalle colonie siracusane; pi&ugrave; all&#8217;interno, sul colle Cardeto, gli scavi archeologici hanno messo in luce la presenza di un insediamento piceno. Solo nel IV secolo, quando Ancona si afferm&ograve; come porto, il villaggio piceno entr&ograve; nell&#8217;orbita della citt&agrave; greca. La favorevole ubicazione nel mezzo dell&#8217;Adriatico le consent&igrave; di affermarsi presto come importante nodo commerciale, con rapporti in tutto il Mediterraneo orientale.</p>
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