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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Lazio</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>L&#8217;esecuzione di Beatrice Cenci</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 10:31:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&#249; famosi di Roma risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi pi&ugrave; famosi di <a href="http://www.outlet-roma.info/">Roma </a>risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci. A casa Cenci c&#39;era l&#39;inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori casa non era diverso: uccideva, stuprava e fu perfino accusato di sodomia nei riguardi dei figli di un rigattiere di Lungotevere. Decise poi di trasferire moglie e figlia, Beatrice, in uno sperduto paese d&#39;Abruzzo, Petrella Salto, dove continuava a tiranneggiare e, per di pi&ugrave;, a rincorrere incestuosi disegni nei confronti della bella figlia. Dopo l&#39;ennesimo tentativo di insidiare il figlio di primo letto della seconda moglie Lucrezia, Beatrice escogit&ograve; il parricidio, con l&#39;aiuto del fratello maggiore Giacomo, della matrigna e del soprintendente di casa Olimpio. Tutti vennero arrestati, compreso il fratello minore Bernardo innocente, e processati. Nessuno sconto di pena da parte del papa. La sentenza: Giacomo torturato, ucciso e fatto a pezzi; Beatrice e Lucrezia decapitate; Bernardo condannato al carcere a vita.</p>
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		<title>Cappella De Sylva a Sant&#8217;Isidoro</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 18:38:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Apre al pubblico la Cappella De Sylva a Sant&#39;Isidoro una delle innumerevoli opere d&#39;arte di Roma progettata da Gianlorenzo Bernini, alla conclusione dei lavori di restauro compiuti dalla soprintendenza ai Beni artistici e storici di Roma, diretti da Angela Negro. E le sorprese non mancano. Sono tornate all&#39;originario splendore le nudit&#224; marmoree delle due figure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apre al pubblico la Cappella De Sylva a Sant&#39;Isidoro una delle innumerevoli <a href="http://www.arteroma.info/">opere d&#39;arte di Roma</a> progettata da Gianlorenzo Bernini, alla conclusione dei lavori di restauro compiuti dalla soprintendenza ai Beni artistici e storici di Roma, diretti da Angela Negro. E le sorprese non mancano. Sono tornate all&#39;originario splendore le nudit&agrave; marmoree delle due figure della Carit&agrave; e della Verit&agrave;, nell&#39;altare di sinistra, che un&#39;ondata punitiva di moralismo vittoriano, nel 1863, aveva castigato con vesti bronzee, fissate da piccoli perni, a celare i marmi, considerati troppo provocanti per quel luogo sacro. Non solo. Ma il restauro ha permesso di rimuovere le ridipinture ottocentesche che nascondevano le nudit&agrave; dei putti affrescati sulle pareti, oltre a risistemare il putto di marmo dell&#39;altare maggiore, che a sinistra sostiene il quadro dell&#39;Immacolata, del quale era stato scalpellato il sesso, coperto poi con un rudimentale panneggio in stucco. Cos&igrave; ripulita, la cappella, fatta costruire dal cavaliere portoghese Roderigo De Sylva negli anni 1662-63, diventa il tipico esempio del &quot;bel composto&quot; berniniano, frutto della fusione di affreschi, sculture, stucchi e marmi con il quale il genio del Barocco riesce a trasformare un piccolo spazio sepolcrale in uno scrigno prezioso e sontuoso. In realt&agrave;, la Cappella De Sylva vanta uno strano destino. Anche se il nome del Bernini, come suo autore, appare in una delle iscrizioni, ed esistono a Lipsia i disegni preparatori del maestro, &egrave; stata sempre classificata come &quot;opera di bottega&quot;, perch&eacute;, di fatto, gli interventi vennero eseguiti dai suoi collaboratori. Le Virt&ugrave; marmoree sulle pareti furono scolpite dai fedeli collaboratori Giulio Cartari (Carit&agrave; e Verit&agrave;) e da Pietro Paolo Naldini (Pace e Giustizia), mentre gli affreschi sono firmati da Giacinto Gimignani, allievo di Pietro da Cortona, e la pala dell&#39;Immacolata &egrave; stata eseguita da Carlo Maratta. Le visite, ad ingresso libero, solo su prenotazione. Catalogo, Campisano Editore.</p>
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		<title>Auditorium-Parco della Musica</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 18:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L&#39;Auditorium di Roma &#232; un complesso multifunzionale dedicato esclusivamente ai concerti di Roma, che contribuisce ad arricchire il gi&#224; immenso patrimonio della citt&#224; eterna. Il progetto dell&#39;architetto Renzo Piano, &#232; caratterizzato da tre casse armoniche che sembrano volare sopra un mare di vegetazione. Tutti gli spazi, sia esterni che interni, sono pensati in maniera funzionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;Auditorium di Roma &egrave; un complesso multifunzionale dedicato esclusivamente ai <a href="http://www.eventi-roma.net/musica-live/">concerti di Roma</a>, che contribuisce ad arricchire il gi&agrave; immenso patrimonio della citt&agrave; eterna.<br />
	Il progetto dell&#39;architetto Renzo Piano, &egrave; caratterizzato da tre casse armoniche che sembrano volare sopra un mare di vegetazione. Tutti gli spazi, sia esterni che interni, sono pensati in maniera funzionale alla musica. Per attivit&agrave; musicale non esistono quindi soltanto le tre sale, grande, media e piccola, ma anche le sale prova, il foyer e la cavea all&#39;aperto, che insieme realizzano altri interessanti spazi musicali. Le tre sale, di differente ampiezza e diversa destinazione funzionale, sono in grado d&igrave; coprire tutte le esigenze musicali richieste: la sala grande (2.756 posti), destinata ai concerti sinfonici per grande orchestra e coro; la sala media (1.273 posti) caratterizzata da una maggior flessibilit&agrave; acustica, adattabile ai pi&ugrave; svariati tipi di musica anche in virt&ugrave; delle diverse posizioni assumibili dall&#39;orchestra rispetto al pubblico; la sala piccola (750 posti) per coprire le esigenze musicali pi&ugrave; recenti e maggiormente sperimentali, soddisfatte con il mutamento sia della posizione di seduta dei pubblico, sia della posizione delle sorgenti sonore, sia dei tempi di riverberazione dei suoni.</p>
<p>Oltre a tutte queste attivit&agrave; di carattere puramente musicale, il nuovo auditorium offre anche spazi dedicati a conferenze, dibattiti, incontri con compositori ed esecutori; studio e ricerca (in biblioteca e audioteca); didattica (laboratori di vocalit&agrave; e di ricerca musicale e multimediale); negozi di musica, caff&egrave;, bar, ristoranti e zone all&#39;aperto (il parco, la piazza, la zona archeologica della Villa Romana). Ingresso libero. Visite guidate: feriali, ore 11, 14 e 18; week-end ogni ora dalle 10:30 alle 18:30.</p>
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		<title>La prima corsa in macchina di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 22:46:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il 3 ottobre 1895 Roma registr&#242; un evento che cambi&#242; profondamente le sorti della citt&#224;: la prima macchina a motore percorse tutto il rettifilo di via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia, tra la curiosit&#224;, la perplessit&#224; e l&#39;esaltazione dei cittadini. Si chiudeva l&#39;era delle pi&#249; pacate carrozze e dei carretti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 ottobre 1895 <a href="http://www.romaxnoi.it/">Roma </a>registr&ograve; un evento che cambi&ograve; profondamente le sorti della citt&agrave;: la prima macchina a motore percorse tutto il rettifilo di via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia, tra la curiosit&agrave;, la perplessit&agrave; e l&#39;esaltazione dei cittadini. Si chiudeva l&#39;era delle pi&ugrave; pacate carrozze e dei carretti e si inaugurava quella del traffico e della confusione. Di sicuro via del Corso cambiava la sua fisionomia per sempre.</p>
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		<title>Viterbo e il papato</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 09:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La storia di Viterbo &#232; legata alla storia del papato. Nel 1145 la citt&#224; accoglie il pontefice Eugenio III, successivamente il Barbarossa vi insedia l&#8217;antipapa Pasquale III ed il suo successore Callisto III passato alla storia come &#34;il papa da burla di Viterbo&#34;. Celestino III nel 1192 insignisce la citt&#224; di dignit&#224; arcivescovile. Nel 1266 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di <a href="http://www.zerodelta.net/viterbo.php">Viterbo</a> &egrave; legata alla storia del papato. <br />
Nel 1145 la citt&agrave; accoglie il pontefice Eugenio III, successivamente il Barbarossa vi insedia l&#8217;antipapa Pasquale III ed il suo successore Callisto III passato alla storia come &quot;il papa da burla di Viterbo&quot;. <br />
Celestino III nel 1192 insignisce la citt&agrave; di dignit&agrave; arcivescovile. Nel 1266 i viterbesi realizzarono il maestoso Palazzo dei Papi dove s&#8217;insedi&ograve; Clemente IV. Il sogno del capitano del popolo Raniero Gatti era quello di sottrarre a Roma il centro della cristianit&agrave;. <br />
Il tentativo si protrasse fino al 1280 quando papa Martino IV, spaventato dalle violenze che si perpetravano in citt&agrave;, si trasfer&igrave; a Roma e poi ad Avignone. <br />
In occasione della nomina del successore di Giovanni XXI i cardinali, dopo 33 mesi di sede vacante, furono costretti ad eleggere un nuovo papa (Gregorio X) in quanto il capitano del Popolo li rinchiuse (&quot;cum clave&quot;) con poco cibo in un salone a cui tolse anche il tetto. <br />
Viterbo divenne oggetto di contesa tra le diverse nobili famiglie che imperversavano a Roma e dintorni e conobbe un periodo di relativa prosperit&agrave; durante il pontificato del pontefice viterbese Paolo III Farnese che vi eresse un&#8217;Universit&agrave;, istitu&igrave; L&#8217;Ordine dei Cavalieri del Giglio e costru&igrave; santuari e ospizi. <br />
La citt&agrave; venne annessa al Regno d&#8217;Italia il 12 Settembre 1870 e durante la seconda guerra mondiale ha subito purtroppo numerosi danni per i bombardamenti. Attualmente &egrave; considerata la capitale dell&#8217;alto Lazio, zona ricca di centri che conservano opere di grande valore.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Natale di Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 10:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La fondazione di Roma del 21 aprile 753 a.C. viene celebrata ogni anno con una serie di manifestazioni che durano dieci giorni e terminano con la data del 25 aprile, coincidente con l&#8217;anniversario della liberazione della citt&#224; nell&#8217;ultima guerra mondiale. Il giorno specifico del 21 aprile si tiene in Campidoglio una solenne manifestazione e vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fondazione di <a href="http://www.zerodelta.net/roma.php">Roma</a> del 21 aprile 753 a.C. viene celebrata ogni anno con una serie di manifestazioni che durano dieci giorni e terminano con la data del 25 aprile, coincidente con l&#8217;anniversario della liberazione della citt&agrave; nell&#8217;ultima guerra mondiale. <br />
Il giorno specifico del 21 aprile si tiene in Campidoglio una solenne manifestazione e vengono assegnati premi: da quello dei &quot;Cultori di Roma&quot;, assegnato a studiosi di alta fama, al &quot;Certamen Capitolinum&quot;, agli autori delle pi&ugrave; belle composizioni in latino, e al premio giornalistico internazionale &quot;Citt&agrave; di Roma&quot;. <br />
Alle ore 12 suona per dieci minuti la campana nella torre del Palazzo Senatorio.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il ponte in pietra</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo la conquista, Rieti fu sempre molto legata a Roma: vestigia romane si trovano all&#8217;ingresso della citt&#224;, nei resti del solido ponte in pietra dove sono visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri, utilizzati per il trasporto del sale. Questo manufatto, superando il fiume Velino, permetteva alla via Salaria, l&#8217;antica via del sale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la conquista, <a href="http://www.zerodelta.net/rieti.php">Rieti </a>fu sempre molto legata a Roma: vestigia romane si trovano all&#8217;ingresso della citt&agrave;, nei resti del solido ponte in pietra dove sono visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri, utilizzati per il trasporto del sale. <br />
Questo manufatto, superando il fiume Velino, permetteva alla via Salaria, l&#8217;antica via del sale, di raggiungere la citt&agrave;, evitando allagamenti ed impaludamenti, assumento cos&igrave; un ruolo di d&#8217;estrema importanza per la Reate romana che necessitava di un diretto collegamento con l&#8217;Urbe.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>La Ciociaria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 11:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A partire dal secolo XVII, intanto, entrava nell&#8217;uso letterario-folkloristico, il termine &#34;Ciociaria&#34; (nome derivante da una tipica calzatura di cuoio, la &#34;ciocia&#34;, che usavano i pastori e i villici nei lavori dei campi). Lo spazio geografico &#34;Ciociaria&#34; verr&#224; ridotto, idealmente, con l&#8217;istituzione della Provincia di Frosinone nel 1927 escludendo cos&#236; le zone a nord, dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal secolo XVII, intanto, entrava nell&#8217;uso letterario-folkloristico, il termine &quot;Ciociaria&quot; (nome derivante da una tipica calzatura di cuoio, la &quot;ciocia&quot;, che usavano i pastori e i villici nei lavori dei campi). <br />
Lo spazio geografico &quot;Ciociaria&quot; verr&agrave; ridotto, idealmente, con l&#8217;istituzione della Provincia di <a href="http://www.zerodelta.net/frosinone.php">Frosinone</a> nel 1927 escludendo cos&igrave; le zone a nord, dalla valle dell&#8217;Aniene a Palestrina, Segni, Carpineto, che sono rimaste sotto la giurisdizione della Provincia di Roma, e dalla zona da sud-ovest al mare, che dal 1934 fa parte della Provincia di Latina. Il paesaggio, le testimonianze storiche ed artistiche, le tradizioni ed il folclore, l&#8217;indole ospitale degli abitanti fanno della provincia di Frosinone una delle pi&ugrave; caratteristiche zone italiane.<br />
Le possenti mura megalitiche o ciclopiche, i resti archeologici soprattutto di epoca romana, i castelli e le fortificazioni medievali, gli impianti urbanistici dei tanti paesi arroccati sulle colline, le chiese, i monumenti sono come tante pagine di un grande libro che racconta le vicende storiche di molti secoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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