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	<title>L'Italia dalla A alla Z &#187; Friuli Venezia Giulia</title>
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	<description>L'Italia da Nord a Sud, da Est a Ovest</description>
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		<title>Storia di Pordenone</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 00:17:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pordenone]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel Friuli Occidentale sono state rinvenute in pi&#249; localit&#224; tracce di insediamenti del Paleolitico, del Neolitico, dell&#39;Et&#224; del Ferro e del periodo romano, specialmente a Torre di Pordenone dove sono stati portati alla luce i resti delle antiche terme. Dal 1077 al 1420 la zona rimase quasi tutta sotto la giurisdizione temporale dei patriarchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Friuli Occidentale sono state rinvenute in pi&ugrave; localit&agrave; tracce di insediamenti del Paleolitico, del Neolitico, dell&#39;Et&agrave; del Ferro e del periodo romano, specialmente a Torre di Pordenone dove sono stati portati alla luce i resti delle antiche terme. Dal 1077 al 1420 la zona rimase quasi tutta sotto la giurisdizione temporale dei patriarchi di Aquileia, come il resto del Friuli. Fece eccezione, con le altre piccole aree, Pordenone appartenuta fin dalla prima met&agrave; del XIII secolo, a vari signori tedeschi e dal 1278 agli Asburgo, i quali concessero, per accattivarsi quei loro lontani sudditi, numerosi privilegi e immunit&agrave;, codificati in appositi statuti (il primo &egrave; del 1291, poi ampliato nel 1438). Pordenone, gi&agrave; abitata prima del Mille come attesta la necropoli recentemente rinvenuta sotto il palazzo Ricchieri, a partire dal XII secolo, svilupp&ograve; notevolmente l&#39;attivit&agrave; commerciale del porto sul fiume Noncello (da cui il nome della citt&agrave; Portus Naonis) e dal quale, attraversa i fiumi Meduna e Livenza, si raggiunge il mare Adriatico e Venezia. Nel 1420 furono escluse dalla conquista veneziana soltanto l&#39;asburgica Pordenone e Castelnovo (appartenente al conte di Gorizia), che passarono alla Serenissima dal 1508. La citt&agrave; del Noncello venne poi data in feudo al condottiero Bartolomeo d&#39;Alviano, ma, estintasi tale famiglia, dal 1539 fu amministrata da Venezia. Nel 1797, con il restante territorio gi&agrave; della Repubblica di Venezia, la Destra Tagliamento venne ceduta da Napoleone all&#39;Austria e vi rest&ograve; (eccetto il periodo sotto il Regno Italico, 1806-1813) fino al 1866 quando fu annessa al Regno d&#39;Italia. Nel 1968 Pordenone &egrave; diventata capoluogo di una provincia di 51 comuni con circa 270 mila abitanti.</p>
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		<title>Gorizia ottocentesca, la &#8220;Nizza austriaca&#8221;: città di giardini, ville e vacanze</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 11:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La tendenza all&#39;espansione verso nord, sulla via dei traffici con l&#39;Austria e Vienna, si invert&#236; decisamente nel corso dell&#39;Ottocento, quando la citt&#224; cominci&#242; ad allargarsi in direzione sud &#8211; ovest, verso la pianura friulana. Motivo principale fu la costruzione della ferrovia (1860) che, piuttosto lontana dal centro determin&#242; il tracciato di una lunga arteria di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tendenza all&#39;espansione verso nord, sulla via dei traffici con l&#39;Austria e Vienna, si invert&igrave; decisamente nel corso dell&#39;Ottocento, quando la citt&agrave; cominci&ograve; ad allargarsi in direzione sud &#8211; ovest, verso la pianura friulana. <br />
	Motivo principale fu la costruzione della ferrovia (1860) che, piuttosto lontana dal centro determin&ograve; il tracciato di una lunga arteria di collegamento (l&#39;attuale Corso Italia) ai lati della quale sorsero rapidamente nuove costruzioni, palazzine e ville di tono elegante, circondate da ombrosi giardini. <br />
	Si scopr&igrave; cos&igrave; anche la vocazione residenziale di Gorizia che nel corso dell&#39;Ottocento, anche in conseguenza delle frequenti visite agli eredi di Carlo X, morto a Gorizia nel 1836 e sepolto nel convento dei Francescani sulla collina della Castagnevizza, divenne meta prediletta di vacanze per molte famiglie aristocratiche vicine alla corte, tanto da meritarsi il titolo di &quot;Nizza austriaca&quot;. <br />
	La citt&agrave; si conquist&ograve; una certa fama anche grazie alla bellezza dei suoi dintorni che offrivano molte occasioni per gite amene nella quiete del paesaggio collinare. <br />
	Anche in citt&agrave; non mancavano oasi verdi e non erano solo i <a href="http://www.parchinaturali.org/">parchi</a> privati dei conti Coronini degli Attems o dei Ritter, ma dal 1863 anche un Giardino pubblico ricco di specie vegetali rare. <br />
	Lungo la strada che conduceva alla stazione ferroviaria si trasferirono via via tutte le attivit&agrave; principali: fulcro del nuovo centro divenne il Teatro di Societ&agrave; (ora Teatro Verdi), sorto nel 1740 ma rimaneggiato pi&ugrave; volte durante l&#39;Ottocento. <br />
	Anche il passeggio, i bei negozi e il caff&egrave;, si spostarono lungo il corso, attratti dagli ampi viali pedonali ombreggiati da platani e ornati da aiuole fiorite. Si aprirono lussuosi alberghi e ristoranti, dove si offrivano pietanze delle pi&ugrave; disparate origini (austriaca, ungherese, slovena) accompagnate dai prelibati vini del Collio.</p>
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		<title>Il Castello di Miramare</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 08:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[miti e leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Massimiliano d&#8217;Asburgo, innamorato della costa triestina, vi fece costruire il castello di Miramare e da l&#236; part&#236; con la sua sposa, Carlotta, alla volta del Messico, paese di cui era stato nominato imperatore. Nella sua amata dimora il regnante non torner&#224; pi&#249;, fucilato nel 1867 nel lontano paese. Carlotta morir&#224; in Belgio, dopo aver perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimiliano d&#8217;Asburgo, innamorato della costa<a href="http://www.zerodelta.net/trieste.php"> triestina</a>, vi fece costruire il castello di Miramare e da l&igrave; part&igrave; con la sua sposa, Carlotta, alla volta del Messico, paese di cui era stato nominato imperatore.<br />
Nella sua amata dimora il regnante non torner&agrave; pi&ugrave;, fucilato nel 1867 nel lontano paese. Carlotta morir&agrave; in Belgio, dopo aver perso la ragione. <br />
Da qui, lo splendido castello, poco abitato dai giovani sposi, port&ograve; con se la leggenda di causare morte prematura in terra straniera ai suoi proprietari, come accadde in seguito anche al duca Amedeo d&#8217;Aosta, che lo abit&ograve; sette anni, morendo poi a Nairobi.<br />
In realt&agrave; Miramare resta una bella dimora piena di fascino e di malinconia, con tanti ricordi ed un amore ancora racchiuso tra le sue mura.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Piazza Libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 08:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nel corso dei secoli piazza Libert&#224; pass&#242; alla storia con diversi nomi coniati per lo pi&#249; dalla popolazione a seconda delle trasformazioni che il luogo pubblico subiva. Fino al 1200 era nota come piazza del Comune visto che al suo interno si riunivano i Consiglieri della &#34;Villa Utini&#34;; quando invece nel terrapieno, ai piedi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dei secoli piazza Libert&agrave; pass&ograve; alla storia con diversi nomi coniati per lo pi&ugrave; dalla popolazione a seconda delle trasformazioni che il luogo pubblico subiva.<br />
Fino al 1200 era nota come piazza del Comune visto che al suo interno si riunivano i Consiglieri della &quot;Villa Utini&quot;; quando invece nel terrapieno, ai piedi del colle del castello, sorse la chiesa di San Giovanni, distrutta dal terremoto del 1511, anche la piazza divent&ograve; piazza di San Giovanni, mentre la parte pi&ugrave; bassa era pi&ugrave; facile indentificarla coma piazza del Vino proprio perch&eacute; in quel luogo i contandini incontravano i sensali per la vendita del prodotto. <br />
Nel secolo XVI era conosciuta come piazza Contarena in onore del luogotenente veneto Girolamo Contarini, lo stesso che decise di pavimentarla di mattoni.<br />
Dal 1866, ovvero da quando <a href="http://www.zerodelta.net/udine.php">Udine </a>entr&ograve; a far parte del regno d&#8217;Italia, il suo toponimo cambi&ograve; in piazza Vittorio Emanuele II anche perch&eacute; sul terrapieno venne posto il busto del re ora collocato nel giardino Ricasoli.<br />
Da allora trascorsero quasi ottant&#8217;anni prima di iniziare a chiamarla piazza Libert&agrave;; questo avvenne, nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Il quartiere ebraico</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 12:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>junko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel 1696 fu emanato dall&#8217;imperatore Leopoldo un editto che intimava agli ebrei di Gorizia di rinchiudersi in un quartiere separato dai cristiani. Questo avvenne dal 1698 nella zona che oggi corrisponde alla stretta via Ascoli, dietro palazzo Attems. Due cancelli chiudevano il ghetto goriziano nel quale viveva una operosa comunit&#224; dedita alla filatura della seta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1696 fu emanato dall&#8217;imperatore Leopoldo un editto che intimava agli ebrei di <a href="http://www.zerodelta.net/gorizia.php">Gorizia</a> di rinchiudersi in un quartiere separato dai cristiani. Questo avvenne dal 1698 nella zona che oggi corrisponde alla stretta via Ascoli, dietro palazzo Attems.<br />
Due cancelli chiudevano il ghetto goriziano nel quale viveva una operosa comunit&agrave; dedita alla filatura della seta e alla produzione di cera che costru&igrave; edifici di un certo pregio. <br />
Qui nel 1756 venne edificata anche la Sinagoga, tuttora conservata (dopo il restauro nel 1984 &egrave; stata restituita al culto) e visitabile anche come Museo della comunit&agrave; ebraica (&quot;La piccola Gerusalemme sull&#8217;Isonzo&quot;) dove si possono vedere oggetti rituali, libri, documenti e fotografie.<br />
Molti ebrei continuarono a vivere nel ghetto anche dopo la &quot;patente di tolleranza&quot; di Giuseppe II (1781) che li equiparava agli altri sudditi. <br />
Chi voglia conoscere meglio la storia degli ebrei goriziani pu&ograve; visitare l&#8217;antico cimitero di Valdirose (Rozna Dolina) ora in territorio sloveno, ma poco distante dal confine di Stato (valico della Casa Rossa).<br />
Qui riposano molti personaggi illustri, tra cui il rabbino Isacco Reggio, cui si deve la fioritura della cultura ebraica tra Otto e Novecento, e il gi&agrave; ricordato Carlo Michelstaedter, morto suicida nel 1910, la cui sepoltura &egrave; segnata da una piccola lapide protetta da due vetusti cipressi.<br />
&nbsp;</p>
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